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Aiuti, debito e recessione: l'economia al tempo della pandemia

I dati sulla recessione sono in lieve miglioramento. Intanto oltre 140 leader religiosi cristiani chiedono la cancellazione del debito per i Paesi in via di sviluppo. L’economista Marseguerra: “Investire in infrastrutture, educazione e formazione"

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

Gli appelli perché si fronteggi col massimo sforzo l’attuale crisi economica e sociale non sono di certo mancati negli ultimi mesi, a partire da quelli lanciati dal Papa. Già a Casa Santa Marta, lo scorso 28 marzo, Francesco mise in guardia da quello che poi sarebbe stato definito “il virus della fame”. In occasione dell’udienza alla delegazione della Fondazione Banco Farmaceutico, ha indicato i pericoli di quella che ha definito "marginalità farmaceutica". La scorsa settimana, in un messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze, il Santo Padre ha esortato a rispondere anzitutto ai bisogni degli ultimi della famiglia umana, con "soluzioni eque" da parte dei governi e di chi ha potere. Si parte da "sistemi di assistenza sanitaria più inclusivi", che diano preferenza a chi vive in Paesi a basso reddito, alla garanzia di un "giusto accesso" ai vaccini, a prescindere dal reddito, quando saranno disponibili, fino al richiamo al "rispetto e al sostegno delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l'Oms, la Fao, nate per "promuovere la cooperazione e il coordinamento globale" a beneficio del bene comune universale.

12 miliardi ai Paesi più fragili 

In tal senso, va sottolineato quanto annunciato in queste ore dalla Banca Mondiale che ha approvato 12 miliardi di dollari per i Paesi in via di sviluppo, volti a finanziare l'acquisto e la distribuzione di vaccini, test e trattamenti Covid-19. Lo rende noto l'istituto, precisando che il finanziamento è diretto a sostenere la vaccinazione per circa un miliardo di persone. Fa parte di un pacchetto complessivo di 160 miliardi varato fino a giugno 2021. "Stiamo estendendo ed espandendo il nostro aiuto per affrontare l'emergenza Covid in modo che i Paesi in via di sviluppo abbiano un accesso equo e paritario ai vaccini", ha affermato il presidente del Gruppo della Banca mondiale David Malpass. "L'accesso a vaccini sicuri ed efficaci e sistemi di somministrazione rafforzati è la chiave per modificare il corso della pandemia ed aiutare i Paesi che subiscono impatti economici e fiscali catastrofici a muoversi verso una ripresa resiliente".

La cancellazione del debito 

Cancellare il debito delle nazioni in via di sviluppo: è quanto chiedono al Fondo monetario internazionale ed alla Banca Mondiale oltre 140 leader religiosi cristiani del mondo. In una lettera inviata al Fmi ed alla Bm riuniti per il loro incontro annuale in programma dal 12 al 18 ottobre, i firmatari richiamano la necessità di questa misura come parte delle strategie di recupero globale, dinanzi alla pandemia da Covid-19. “Scriviamo in uno spirito di solidarietà e di speranza - si legge nella missiva - e ognuno di noi è testimone dell’impatto che la pandemia ha avuto sui membri più vulnerabili delle nostre comunità a causa di malattie, morte, fame e perdita dei mezzi di sussistenza”. E di tali comunità che soffrono “condividiamo speranze e paure per il futuro”. I leader religiosi ricordano poi come il Papa abbia esortato “a cancellare il debito dei Paesi più fragili alla luce dei gravi impatti delle crisi sanitarie, sociali ed economiche che devono affrontare a seguito del Covid-19”, nel Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.

Marseguerra: “Investire per uno sviluppo più umano"

"Credo che i 12 miliardi della Banca Mondiale siano una buona notizia, che si giustifica ampiamente visti i numeri drammatici della pandemia in questo inizio autunno". Lo afferma ai nostri microfoni Giovanni Marseguerra, economista dell'Università Cattolica. "Questo intervento dovrebbe favorire la vaccinazione di un miliardo di persone, bisogna anche dire - prosegue - che questa decisione fa parte di un programma più ampio di circa 160 miliardi finalizzato a fornire assistenza ad oltre cento Paesi nella lotta alla pandemia". 

Ascolta l'intervista a Giovanni Marseguerra

"C'è il rischio che più di 150 milioni di persone in tutto il mondo finiscano in condizioni di estrema povertà, con il conseguente aumento della mortalità infantile", prosegue l'economista, sottolineando come "gli interventi di sostegno di questi mesi all'economia, definiti senza precedenti nella storia dal Fondo Monetario Internazionale, abbiano permesso che la situazione non diventasse ancora più drammatica. Il Fmi dice anche che la ripresa non sarà assicurata fin quando la pandemia continuerà a diffondersi. Questo dimostra come vi sia incertezza nelle previsioni sia a breve sia a medio e a lungo termine". Infine sul debito, Marseguerra è realista: "Spero di sbagliarmi, ma credo che la sospensione del debito sia più possibile della cancellazione. Di certo occorre fare qualcosa, investire nelle infrastutture, ma anche in educazione e formazione per favorire uno sviluppo davvero più umano". 

Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale

La recessione globale è un dato sostanzialmente acquisito, con una contrazione generale di poco inferiore ai cinque punti percentuali. Lo sottolinea il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), nel suo ultimo rapporto World Economic Outlook , che ha rivisto le previsioni per il 2020 per l'economia globale ad una contrazione del 4,4%. Nonostante la revisione al rialzo, il Fmi ha sottolineato che l'uscita da questa crisi sarà probabilmente "lunga, irregolare e altamente incerta". Gli economisti ritengono che la ripresa migliore del previsto della Cina - spinta dal contenimento del virus, dalla spesa pubblica e dalle forti esportazioni, unico Paese ad avere probabilmente una crescita quest’anno - avrà effetti di ricaduta sui suoi vicini e partner commerciali, sostenendo quella che è stata definita la "difficile ascesa" dell'economia globale in futuro. Un miglioramento generale, pari a quasi un punto percentuale, c’è comunque stato rispetto ad inizio estate quando il Fmi prevedeva una contrazione per il 2020 pari al 5,2%. La ripresa migliore del previsto è in gran parte dovuta a "misure di politica straordinaria". Secondo le stime del Fmi, i governi di tutto il mondo hanno fornito quasi 12 mila miliardi di dollari in sostegno fiscale alle famiglie e alle imprese, insieme ad azioni di politica monetaria "senza precedenti" nella storia.

Gli aiuti europei alle imprese 

Anche da Bruxelles arrivano notizie di politiche straordinarie di sostegno alle imprese. La Commissione Ue ha infatti prolungato ed esteso il raggio di azione del quadro temporaneo per gli aiuti pubblici alle imprese fino a giugno 2021, sei mesi in più rispetto a quanto deciso in precedenza. Il sostegno alla ricapitalizzazione durerà poi fino al mese di settembre del prossimo anno. I governi inoltre potranno decidere di sostenere le imprese che registrano una perdita di fatturato pari ad almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019, dunque paragonato alla situazione antecedente alla pandemia.

14 ottobre 2020, 15:15