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Porto sul Mar Baltico Porto sul Mar Baltico  (AFP or licensors)

Ue a confronto per salvare l’ecosistema del Mar Baltico

I ministri di Ambiente e Agricoltura di otto stati membri dell’Unione Europea discutono con scienziati ed esperti per fermare l'inquinamento e la perdita di biodiversità nel Mar Baltico. Oltre 100 milioni di europei vivono sulle sue coste e sfruttano le sue risorse

Marco Guerra – Città del Vaticano

Il fragile ma preziosissimo ecosistema del Mar Baltico sarà al centro della riunione ministeriale dell’Unione Europea, che si tiene oggi in videoconferenza e a cui partecipano i ministri dell'Ambiente, dell'Agricoltura e della Pesca di otto Stati membri dell'Ue: Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia.

Le minacce per il Baltico

Nel testo introduttivo della Conferenza, dal titolo “Il nostro Baltico”, sono messe in evidenza le minacce che gravano sul Baltico, quali la perdita di biodiversità, il cambiamento climatico, l'eutrofizzazione, la pesca eccessiva, gli elevati livelli di contaminanti, come i prodotti farmaceutici, e i rifiuti, in particolare quelli di plastica.

La dichiarazione comune

L’evento riunirà anche scienziati e stakeholder delle ONG e dell'industria della regione e di tutta l'Ue per discutere le sfide che questo mare deve affrontare. In linea con la strategia dell'UE per la biodiversità e con l'ambizione "Zero Pollution" annunciata nel Green Deal Europeo, la conferenza si concentrerà su come ridurre la pressione della pesca e l'immissione di inquinanti, rifiuti e contaminanti, compresi i prodotti farmaceutici. Al termine dell’iniziativa i ministri dovrebbero firmare una dichiarazione comune per aumentare l'impegno per la tutela del Baltico.

Una delle regioni più popolate dell’Ue

Da sempre questo mare, stretto tra Europa del Nord e Penisola Scandinava, rappresenta un elemento di incontro tra civiltà ed è una risorsa per i popoli che vivono lungo i suoi 8000 chilometri di costa. La zona è popolata da quasi cento di milioni di persone e  quattro capitali - Stoccolma, Helsinki, Tallinn e Riga - si affacciano sulle sue acque, che sono diventate un’autostrada navale, troppo spesso utilizzata come discarica.

Il grave problema dell’eutrofizzazione

La strategia Ue per la regione evidenzia poi che il Mar Baltico, la cui profondità media è di appena 58 metri, sta perdendo la sua qualità e biodiversità a causa di eccessivi scarichi di nitrati e fosfati provenienti dall’agricoltura.Questi scarichi finiscono in mare, causando l'aumento dell’eutrofizzazione. Questa proliferazione di alghe trasforma ampi tratti di mare in zone melmose e paludose di colore verde privando l'acqua di ossigeno e uccidendo molte specie che vivono nella zona colpita.

Tozzi: fermare i cambiamenti climatici

“La prima sfida sarà determinata dal cambiamento climatico perché ci saranno grandi quantità di acqua dolce riversata dai ghiacciai della Scandinavia e della Groenlandia. Poi c’è la questione dell’industrializzazione e degli scarichi agricoli, che aumentando la quantità di ossigeno, provocano la fioritura delle alghe. Alghe che poi soffocano il mare stesso creando una massa gelatinosa”. Così spiega a Vatican News il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, soffermandosi sui principali processi che minacciano l’ecosistema del Mar Baltico.

Ascolta l'intervista a Mario Tozzi

Il geologo pone anche l’accento sul problema della “sovra-pesca” ricordando che ormai dai mari del nord sono spariti i grandi banchi di merluzzo: “La pesca di oggi non ha più margine di errore e questo non è compatibile con gli ecosistemi perché se non fai scappare nemmeno una preda è facile che tu non le abbia più”.

L’importanza delle aree marine protette

Tozzi ritiene quindi che sia necessario un approccio multilaterale. “Ci vuole un accordo internazionale, perché il Baltico è un patrimonio di tutti”. “Le risposte le abbiamo, ovvero riconvertire le attività produttive ed istituire urgentemente aree marine protette, dove non si entra e non si pesca, saranno queste i polmoni del mare del futuro. La capacità auto-rigenerativa dei mari è nota”.

28 settembre 2020, 08:00