Cerca

Vatican News
Ospedale brasiliano Ospedale brasiliano  (AFP or licensors)

Brasile. L’ospedale Don Orione riceve forniture sanitarie per la lotta al Covid

Sono state consegnate nel Paese, tra i più colpiti dal coronavirus, apparecchiature medicali da parte dell’Associazione Hope Onlus che sta sostenendo diverse strutture, ispirata dall’impegno di Papa Francesco nell’aiuto agli ospedali più in difficoltà,

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Il Brasile, dopo gli Stati Uniti, è il Paese con il maggior numero di contagi per coronavirus. I casi sono oltre la soglia dei 3,8 milioni. Una situazione che impressiona, colpisce e richiede risposte. Papa Francesco, tramite l’Elemosineria Apostolica, ha più volte provveduto ad inviare materiale sanitario agli ospedali che hanno registrato maggiori difficoltà: dall’Italia, alla Spagna fino al Brasile.

Tre ventilatori polmonari e un ecografo portatile

Su questa scia di bene si sta muovendo anche l'Associazione Hope Onlus, altamente specializzata in progetti umanitari sulla salute e sull'educazione, che si è adoperata - accogliendo un'idea del Papa attraverso l'Elemosineria Apostolica - sia nel reperire le apparecchiature medicali salvavita ad alta tecnologia attraverso vari donatori, sie per le procedure di trasporto e installazione nei singoli ospedali. L’ultima consegna - tre ventilatori polmonari di ultima generazione e un ecografo portatile - è avvenuta all’ospedale Don Orione di Araguaína (Tocantins - Brasile Nord). La donazione è stata realizzata grazie anche all’impegno della diocesi di Tocantinópolis con monsignor Giovane Pereira de Melo e del Nunzio apostolico Giovanni D’Aniello

Un ospedale specializzato nella lotta al Covid

A Tocantins, l’Istituto è una delle principali unità per il trattamento del Covid-19, con letti clinici e di terapia intensiva che servono anche il Sistema Sanitario Unificato. “Queste apparecchiature contribuiranno in modo molto significativo - ha dichiarato il direttore dell'Ospedale Don Orione, padre Jarbas Assunção Serpa - ad assistere i pazienti, soprattutto quelli più gravi”.

29 agosto 2020, 18:10