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Stop alla maratona rosa della Race for the Cure. Il 17 maggio si corre sui social

L’emergenza Covid-19 e il conseguente distanziamento fisico impediscono quest’anno lo svolgimento della consueta corsa romana per la lotta contro il cancro al seno, una patologia che nel 2019 ha colpito oltre 53mila donne

Eliana Astorri – Città del Vaticano

La 21.ma edizione della Race for the Cure, la grande maratona che si svolge ogni mese di maggio a Roma, non avrà luogo a causa delle conseguenze della pandemia. Komen Italia, l’associazione organizzatrice dell’iniziativa e impegnata da anni nella prevenzione e nel miglioramento delle cure oncologiche,  trasferisce la corsa delle donne in rosa dal Circo Massimo, punto storico di partenza, al web. Ci spiega l’iniziativa il professor Gianluca Franceschini, chirurgo senologo, Responsabile dell'Unità Semplice di Terapie Integrate in Senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS:

Ascolta l'intervista al professor Gianluca Franceschini

Quale iniziativa ha messo in campo Komen Italia in alternativa alla maratona storica che ogni anno riunisce decine di migliaia di persone che corrono contro il cancro al seno e sostengono la raccolta fondi?

R. – Quest’anno, purtroppo, a causa del coronavirus le misure di contenimento non consentiranno lo svolgimento dal vivo della 21.ma edizione della Race For The Cure, l’evento simbolo della Komen Italia. Una mini-maratona di raccolta fondi che si propone proprio l’obiettivo di esprimere solidarietà alle donne che si sono confrontate con il tumore al seno e, comunque, di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Quest’anno non è possibile svolgerla dal vivo, ma la Komen ha organizzato  per domenica 17 maggio alle ore 15 una maratona live sui social media della Komen Italia per festeggiare, comunque, la Race e raccogliere i fondi per la lotta contro i tumori al seno.

Come sarà organizzata la Race live e chi vi parteciperà?

R. – Nel giorno del 21.mo compleanno della Race di Roma, dalla sede dell’agenzia di stampa Dire, la giornalista Olivia Tassara condurrà una diretta digital live insieme alle madrine della Komen Italia che sono Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi. Un modo per tenere alta l’attenzione sui tumori del seno e rimanere a fianco delle donne che stanno affrontando la malattia anche durante l’emergenza Covid-19. Ci saranno diversi rappresentanti delle istituzioni, tanti amici del mondo della cultura, delle aziende, dello sport, dello spettacolo. Ci saranno, ovviamente, i medici impegnati nella lotta contro i tumori del seno, tutti insieme in collegamento per festeggiare in diversi modi la Race e aiutare la raccolta fondi a favore dei progetti della Komen Italia.

Professor Franceschini, a causa della pandemia che si è diffusa in tutto il territorio nazionale, soprattutto al nord, molte donne possono aver ritardato i controlli senologici di routine per paura di recarsi in ospedale o presso gli studi specialistici. Questo ritardo di mesi potrebbe essere importante per le nuove diagnosi?

R. – Diciamo che un ritardo di due o tre mesi non incide in maniera significativa, però è sempre importante tenere l’attenzione alta, non abbassare mai la guardia nella lotta ai tumori del seno e riprendere a fare la prevenzione perché la prevenzione primaria e secondaria, soprattutto la secondaria, sono fondamentali nella lotta ai tumori del seno. Bisogna ricordare, appunto, che la prevenzione secondaria significa fare quegli esami che permettono, se presente, di scoprire il tumore del seno in una fase iniziale, quando è di piccole dimensioni. Questo fa aumentare notevolmente le probabilità di guarigione da questa malattia, per cui noi consigliamo sempre prima dei quarant’anni di eseguire ecografia mammaria e visita senologica specialistica. Dopo i quarant’anni tutte le donne devono eseguire, oltre questi due esami, anche la mammografia che è considerata un vero e proprio salvavita per le donne. Adesso che la pandemia si sta attenuando è fondamentale riprendere ad eseguire gli esami come da programma di prevenzione.

Il cancro al seno è donna, ma in misura ridotta, anche gli uomini possono esserne colpiti?

R. -  Purtroppo sì. Si parla di tumori del seno, spesso, solo per le donne, le donne sono il genere più colpito, ma in una piccola percentuale di casi anche gli uomini possono essere colpiti . Ogni anno si stima che in Italia vi siano 500 casi di tumore del seno che riguardano il sesso maschile. Ricordiamo che il tumore del seno rappresenta un problema di grande rilevanza sociale e sanitaria in tutto il mondo. E anche in Italia, per dare un’idea, l’Airtum, l’associazione italiana registro tumori, ha stimato che ogni anno ci sono oltre 53mila nuovo casi al seno, quasi una donna su otto rischia di ammalarsi di questa malattia. Se analizziamo i dati di prevalenza, in questo momento sono circa 800mila le donne in vita che hanno avuto una diagnosi di tumore al seno e quindi si sono o si stanno confrontando con questa malattia.

La Race For The Cure Live è solo il primo di molti appuntamenti dedicati alla prevenzione e alla lotta contro il cancro al seno…..

R. – Assolutamente sì. E’ il primo di tanti appuntamenti che si terranno da qui ai prossimi mesi e che sono dedicati alla prevenzione e alla lotta al tumore del seno e questi eventi si concluderanno a fine settembre con la cosiddetta Race Virtuale che è un evento molto importante che la Komen, e il presidente della Komen,  il professor Riccardo Masetti, stanno organizzando. Oltre venti Paesi Europei si riuniranno in contemporanea per un’unica causa che è la lotta ai tumori del seno. E durante la maratona live, che si terrà domenica 17 maggio alle ore 15, sarà possibile effettuare una donazione libera per la Komen Italia, ma ci si potrà anche iscrivere alla Race Virtuale di fine settembre. Approfitto per invitare tutti domenica 17 maggio ore 15 in diretta sui social della Komen per la Race For The Cure a distanza.

16 maggio 2020, 12:00