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Bangladesh: il ciclone oltre il Covid-19 e a Cox’s Bazar 15mila in quarantena

Il dramma delle regioni del Bangladesh colpite, sei giorni fa, dal ciclone Amphan, che si è aggiunto all’emergenza Covid-19, nel Paese più densamente popolato del mondo, dove il distanziamento sociale è un lusso e che ospita anche il gigantesco campo profughi di Cox’s Bazar, dove dopo 25 casi di coronavirus, 15 mila rifugiati Rohingya sono stati messi in quarantena. L’impegno del Programma Alimentare Mondiale

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

L’ultima notizia drammatica dal Bangladesh è la quarantena imposta il 25 maggio a 15mila rifugiati Rohingya a Kutupalong, il più grande campo di Cox’s Bazar con 600 mila ospiti, dove si sono registrati 25 casi di Covid-19. Il più grande campo profughi del mondo, quasi un milione di musulmani in fuga dal Myanmar, non è stato per fortuna molto colpito dal ciclone del 20 maggio, ma comunque il Programma Alimentare Mondiale (Pam) sta finanziando la manutenzione dei pendii che potrebbero franare con le prossime piogge. In tutto il Paese sono più di 2,4 milioni gli sfollati a causa del tifone Amphan e 500 mila i capi di bestiame spostati nei 15 mila rifugi preparati dal governo.

Il ciclone ha colpito case, strade e allevamenti di gamberetti

I settori più colpiti sono l’agricoltura e la pesca, soprattutto l’allevamento di gamberi. E’ a rischio, denuncia il Pam, la sussistenza di altri milioni di persone, oltre i 40 milioni che già vivono in povertà, nelle zone rurali e nelle baraccopoli urbane. Le immagini del video di questo servizio, mostrano la drammatica situazione a Shyamnogor Upazila, nel distretto di Shatkhira, nel sud-ovest del Bangladesh, dove la forza del ciclone ha fatto finire sott’acqua case e allevamenti di gamberi. Il fiume esce dagli argini distrutti e gli alberi spezzati dalla tempesta di vento e acqua bloccano le strade. Dalle case distrutte, donne e bambini fuggono nei rifugi. Anche a Pankhali, nel distretto di Khulna, il fango è il protagonista del paesaggio.

Gli allagamenti nella regione di Shatkhira
Gli allagamenti nella regione di Shatkhira

La difficoltà di gestire tante persone in modo sicuro nei campi

A Cox’s Bazar il direttore del Pam in Bangladesh, Richard Ragan, sottolinea che “gestire il movimento di tante persone, in modo sicuro,  è davvero difficile. Come Pam stiamo fornendo supporto alimentare d'emergenza nei 19 distretti colpiti dal ciclone. Si stanno valutando i danni e nei campi per i rifugiati stiamo anche rispondendo alle necessità immediate". Ai Rohingya ma anche a milioni di persone vulnerabili del Paese, vengono distribuiti biscotti ad alta energia, rispettando le misure di prevenzione contro il contagio di Covid-19.

Le donne che lavorano per realizzare mascherine protettive

Le ultime immagini sono quelle di una delle 20 mila donne locali e rohingya coinvolte nel programma del Pam per la realizzazione di mascherine protettive che saranno distribuite dal governo locale e dalle agenzie di aiuto. Il programma fornisce loro uno stipendio mensile, una formazione professionale e un'alfabetizzazione finanziaria e commerciale, con una borsa di studio per l'avvio di un'attività. Le restrizioni imposte dal Covid-19, hanno danneggiato la maggior parte delle imprese locali, ma la sartoria è ora la principale fonte di reddito per la maggior parte delle donne che hanno già partecipato al programma.

Una donna cuce una mascherina per il programma del Pam
Una donna cuce una mascherina per il programma del Pam

Il Paese con la densità di popolazione più alta al mondo

Se i casi di nuovo coronavirus nei campi per rifugiati di Cox’s Bazar sono ancora limitati, il Bangladesh è purtroppo alle prese con un numero crescente di contagi e questo minaccia di annullare tutto lo sviluppo che il Paese ha avuto negli ultimi 50 anni. Dhaka è la capitale del Paese più densamente popolato del mondo, dove il distanziamento sociale è un lusso per la maggior parte dei 169 milioni di bangladesi. La situazione è ancora più grave nei campi per i profughi rohingya, dove le condizioni di vita rendono quasi impossibile la distanza fisica.

Il blocco anti-contagio toglie il reddito a milioni di persone

Le restrizioni ai movimenti delle persone tolgono i mezzi per vivere a milioni di persone, soprattutto salariati giornalieri come i conducenti di risciò e i lavoratori a giornata, che ora si trovano nell'impossibilità di soddisfare i loro bisogni primari. “Il virus può essere mortale - ripetono al Pam - ma la fame è altrettanto mortale. Per garantire che i più vulnerabili non siano lasciati indietro in questa emergenza, il Pam ha bisogno urgentemente di 200 milioni di dollari per la sua risposta al Covid-19 in Bangladesh e per garantire la sicurezza alimentare ai rifugiati rohingya”.

Distribuzione di biscotti energetici in un campo di Cox's Bazar
Distribuzione di biscotti energetici in un campo di Cox's Bazar

Cutelli: al lavoro per prevenire le frane a Cox's Bazar

La comunicazione con i rifugiati sulla pandemia è diventata una sfida, per via della riduzione del personale e della mancanza di internet nei campi. Ci sono operatori che girano con altoparlanti informando sui cambiamenti nella modalità di distribuzione del cibo e su come proteggersi dal contagio. Dell’impegno del Programma Alimentare Mondiale in Bangladesh, parliamo con la portavoce per l’Italia, Emanuela Cutelli.

Ascolta l'intervista ad Emanuela Cutelli (Pam)

R. - Il Bangladesh è colpito da due grandi eventi potenzialmente devastanti: il Covid-19 e il ciclone che il 20 maggio ha colpito 19 distretti del Paese, che è tra i più densamente popolati al mondo, costringendo alla fuga più di due milioni di persone e oltre 500 mila capi di bestiame in 15 mila rifugi preparati dal governo. I danni si registrano soprattutto nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento di bestiame e sui mezzi di sostentamento in generale. Il raccolto era già in gran parte stato fatto, ma sembra che ci siano dei danni alle coltivazioni e soprattutto per chi alleva i gamberetti, una produzione molto importante nel Paese.

Un Paese che ospita anche il campo per rifugiati più grande del mondo...

R. - Sì, a Cox's Bazar, nel sud-est del Paese, dov'è arrivato il ciclone. Per fortuna non è stato molto forte nei campi, però il Programma Alimentare Mondiale, comunque, sta fornendo assistenza extra alimentare alle famiglie colpite dalle tempeste che seguono sempre un ciclone, da marzo a dicembre, nella stagione dei Monsoni. Stiamo finanziando la costruzione di terrapieni per rallentare le frane causate dalle forti piogge. E abbiamo preparato stock di biscotti ad alto contenuto energetico per 90 mila famiglie delle aree colpite dal ciclone. 

Il Pam è comunque attivo da tempo in Bangladesh. Quali altri progetti di aiuto avete nel Paese?

R. - Il Bangladesh è uno tra i paesi più poveri del mondo e il Programma Alimentare Mondiale è fortemente impegnato con il governo per cercare di dare sollievo a milioni di persone che soffrono sia per le conseguenze del Ciclone che per il coronavirus. Stiamo continuando a distribuire ad oltre un milione di persone che vivono nelle zone rurali del paese del cibo extra, sempre rispettando le regole di distanziamento sociale imposte dal governo. Inoltre con le scuole chiuse moltissimi bambini sono senza un pasto, perché in Bangladesh l'alimentazione scolastica è fondamentale per il nutrimento dei bambini. Stiamo raggiungendo 3 milioni di bambini in tutto il Paese, attraverso una distribuzione porta a porta del cibo. Infine prosegue il programma che fornisce a 18 mila donne che allattano o sono incinta circa 10 dollari, in 8 distretti, in modo che queste donne passono acquistare del cibo nutriente per la loro salute e a quella dei loro bambini.

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Gli effetti del ciclone Amphan
26 maggio 2020, 14:21