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Invito a un momento di preghiera nell'ambito della Giornata del 14 maggio Invito a un momento di preghiera nell'ambito della Giornata del 14 maggio 

La voce dei giovani in preghiera: dall'unità può nascere un mondo migliore

C'è anche la partecipazione dei giovani alla preghiera di oggi. Tanti di loro, di diverse religioni, si sono dati appuntamento per un momento di riflessione comune, questa sera, collegati via Zoom tramite la piattaforma #ilMuretto nata per condividere tra coetanei il vissuto di questi mesi di pandemia. Nostra intervista al giovane libanese Jean Paul

Adriana Masotti - Città del Vaticano

La Giornata di preghiera e di digiuno di oggi ha raccolto numerosissime adesioni da parte di leader e comunità di diverse fedi religiose, a partire da Papa Francesco, o di personalità come il segretario generale delle Nazioni Unite, António GuterresDal mondo cattolico, solo per fare un esempio,  l'invito convinto alla partecipazione della Comunità di Sant'Egidio che, sul proprio sito, ha diffuso un video-messaggio del presidente, Marco Impagliazzo. "Ci spinge a pregare insieme, ognuno secondo le proprie tradizioni, l’aver sofferto insieme e compiuto insieme le opere di misericordia per aiutare il prossimo nel bisogno, vicino e lontano - afferma Impagliazzo -. La preghiera infatti, come ha detto il Papa, 'è un valore universale'. Nella preghiera ci ritroviamo tutti parte della stessa comunità umana, deboli e limitati ma anche capaci di solidarietà e di vicinanza".

Giovani collegati online per pregare insieme 

E ci sono anche tanti giovani che si sono uniti alle intenzioni dellla Giornata con la ferma volontà di viverla come opportunità per crescere nella reciproca amicizia e conoscenza. Così ad esempio i giovani del Movimento dei Focolari che insieme ai loro amici, fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, hanno dato vita tramite Zoom ad una piattaforma on line #ilMuretto. Un luogo virtuale, come spiega ai nostri microfoni Jean Paul Najm, giovane libanese che da tre anni resiede e lavora a Roma, in cui poter ritrovarsi con qualcuno per sentirsi meno soli. Per parlare, studiare, passare del tempo occupati in varie attività, condividere la propria esperienza di reclusione forzata. 

Fare spazio alla solidarietà e alla giustizia

“Più amiamo il fratello, più il dolore si dilegua” ha scritto in occasione della giornata Maria Voce, la presidente del Movimento dei Focolari che rivolge al Signore questa preghiera: "Fa’ che davanti all’angoscia per il futuro, alla perdita del lavoro, alle conseguenze economiche e sociali che la pandemia porta, riusciamo a scoprire in esse occasioni per vivere la solidarietà e alimentare la giustizia. (...) Dacci di considerare l’altro come noi stessi e di desiderare per lui ciò che desideriamo per noi stessi".

L'appuntamento di questa sera su #ilMuretto

Proprio su #ilMuretto, alle 21 di questa sera, tanti ragazzi e ragazze, ma anche tanti adulti che pian piano hanno conosciuto questa esperienza, si incontreranno per riflettere e pregare e per raccontarsi qual è stato il modo in cui hanno vissuto questa Giornata, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa, o spinti comunque dalla volontà di costruire un mondo migliore nel dopo pandemia. E' di questo desiderio e di questa speranza che ci parla Jean Paul che stasera, insieme ad altri giovani, guiderà il momento di preghiera: 

Ascolta l'intervista a Jean Paul Najm

R. - #ilMuretto è questa piattaforma che alcuni di noi hanno creato per aiutare altri giovani a vincere la solitudine, è una piattaforma su Zoom che è aperta ogni giorno dalle 3 del pomeriggio fino a sera tardi e in cui noi ci colleghiamo così se c'è qualcuno che si sente solo, almeno sa che li può trovare altri con cui parlare. Lì ci siamo tutti, chi crede e chi non crede e per questo abbiamo voluto fare anche questo momento di preghiera e di condivisione di oggi.

Come hanno risposto i giovani all'invito alla preghiera?

R. - I giovani hanno risposto in una maniera davvero molto bella, perché tutti noi in questo momento abbiamo bisogno di un momento di preghiera, ed è anche bello condividere questi momenti visto che ognuno è a casa da solo. E' una bella opportunità.

In genere i giovani sono più aperti, hanno meno pregiudizi. C'è un contributo specifico che  voi potete offrire per la costruzione di una nuova fraternità?

R. - Sicuramente i giovani ultimamente fanno più fatica a immaginare questa fraternità universale, però io vorrei dire una cosa e cioè che questa pandemia sta aiutando tanto ad avvicinare la gente, si sente che siamo più fratelli, più amici, che ci vogliamo più bene tutti, di tutte le parti del mondo, e io vedo come questa è la cosa che ci spinge anche a far vedere come oggi possiamo essere insieme da tutto il mondo per condividere momenti di preghiera. Anche vedere che tutte le religioni insieme stanno pregando per la stessa cosa è una cosa molto bella. Stiamo provando ad arrivare un po' più all'unità tra queste religioni diverse.

Sarai proprio tu, insieme ad altri giovani,  a guidare il momento di preghiera di questa sera. Quale sarà il programma?

R. - Nel nostro piccolo vogliamo non solo aderire alla giornata ma anche condividere come abbiamo vissuto questo momento ognuno secondo la sua tradizione religiosa. Questo per testimoniare che è possibile la pacifica e proficua amicizia spirituale tra i credenti ma non solo per il loro bene, ma anche per la società, per tutti. 

Si pregherà secondo le diverse tradizioni, ognuno offrirà quindi un contributo in questo senso?

R. - Sì, avremo almeno 6 appartenenze religiose diverse: buddisti, musulmani, ebrei, sick, indù, Bahai, naturalmente anche cattolici ed evangelici. 

Ma per che cosa pregherete oggi, certo, per la liberazione dalla pandemia, ma anche per qualche altra intenzione?

R. - In realtà la liberazione dalla pandemia,  secondo me, è anche una conseguenza del volersi bene, nel senso che se veramente ci vogliamo bene tutti,  se siamo veramente uniti, contro questo virus, arriviamo a quello che vorremmo cioè anche la liberazione dalla pandemia. Quindi io la vedo così: che io prego non solo per la liberazione, ma per noi, perché ci facciamo più vicini, perché riusciamo a volerci più bene in tutto il mondo. Ed io penso che piano piano anche questo aiuterà a vincere la pandemia.

Cioè vedi nell'amore verso gli altri una soluzione, diciamo, ai problemi che stiamo vivendo, non solo sanitari?

R. - Certo, una cosa molto bella che abbiamo visto e vissuto tanto durante questa pandemia è che uno metteva la mascherina per l'altro. Sapendo che noi giovani abbiamo meno rischi, diciamo, quando prendiamo questo virus, però il fatto di mettere questa mascherina o questi guanti, lo stare in isolamento per gli altri, è una cosa che aiutava anche ad avere meno problemi con il virus. Quindi io credo che anche questo ha avvicinato, perché ognuno di noi sta pensando non solo per sé in questi giorni, ma sta pensando anche per gli altri, perché non vuole che gli altri si ammalino, quindi questo è già un passo verso una società più unita.

L'incontro di questa sera è uno dei tanti che voi giovani del Movimento, ma non solo, avete promosso in questi mesi. E' un'esperienza positiva quella che state vivendo?

R. - Assolutamente, molto positiva. Io penso: menomale che c'era #ilMuretto che ci ha fatto vivere questa pandemia in modo un po' più facile. Grazie a questa piattaforma,  a questi momenti,  ci stiamo conoscendo di più. E' bello per me cattolico conoscere come il buddista o l'indù hanno vissuto questa giornata di preghiera insieme a me, creare questi ponti, questo dialogo, metterci tutti insieme.

14 maggio 2020, 16:00