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Covid, giornalista guarito: ora so per certo che la preghiera è l’arma più potente

Pubblichiamo il primo editoriale dopo la guarigione del direttore del settimanale “La Voce alessandrina”: La mia Pasqua, trascorsa in ospedale senza poter fare nulla, è stata la più bella e “piena” della mia vita

ANDREA ANTONUCCIO *

Care lettrici, cari lettori sono tornato. Almeno, sono tornato a scrivere per Voce. Dal giorno del mio ricovero, il 24 marzo, il giornale è stato affidato a mani capaci, come avete visto in queste settimane. Io sono stato in ospedale per un mese a causa del Covid-19. Me la sono vista molto brutta. Il virus si era accanito su di me in maniera pesante. Nei primi giorni di ricovero ero convinto che ormai fosse arrivato il mio momento (era anche l'opinione dei medici, me lo hanno detto dopo).

Poi, negli ultimi quattro giorni della mia degenza, è accaduto qualcosa: dal 19 aprile, domenica della Divina Misericordia, al 23, data delle mie dimissioni. Fino a quel momento le mie condizioni erano de­finite “stabili”, ma non sufficienti (pur con due tamponi negativi). Il 20 aprile ho fatto una Tac al torace, i medici ipotizzavano un'embolia polmonare. E invece... i polmoni erano nuovi, belli, puliti (“se non per due smerigliature, che se ne andranno via da sole...” mi aveva detto la dottoressa Omodeo, che mi ha curato con intelligenza). Una “svolta” così repentina i medici non l'avevano prevista.

Io, intanto, nel mio cuore sapevo bene Chi era passato a ripulire. E Gli ero grato: non solo per la guarigione, ma anche per avermi fatto sperimentare la Sua presenza. La mia Pasqua, trascorsa in ospedale senza poter fare nulla, è stata la più bella e “piena” della mia vita. Mi mancava tutto, ma avevo l'Essenziale, che provvedeva a me per ogni cosa e riempiva la giornata di piccoli (ma strepitosi) avvenimenti. Ero lieto: e per grazia lo sono ancora adesso, a casa, pur in isolamento dai miei cari.

So che molti di voi hanno pregato per me. Avete fatto cambiare idea al Signore, che sul sottoscritto aveva altri progetti. Continuiamo a pregare: è l'arma più potente per guarire corpo e anima. Io ora lo so per certo.

*Direttore de La Voce alessandrina, settimanale della diocesi di Alessandria

30 aprile 2020, 14:17