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Filippine: tre vescovi mediatori di pace tra governo e guerriglieri

Nelle Filippine centrali, i leader del governo, della Chiesa e della società civile, hanno approvato una risoluzione che designa tre vescovi cattolici per condurre i colloqui di pace con il movimento dei ribelli New People's Army, di matrice comunista. La nostra intervista a Paolo Affatato esperto dell'area

Marina Tomarro - Città del Vaticano

Saranno tre i vescovi che nelle Filippine cercheranno di contribuire ai colloqui di pace con il movimento dei ribelli New People's Army, di matrice comunista. Secondo l’Agenzia Fides, si tratta di tre presuli dell'isola di Samar, nelle Filippine centrali: monsignor Crispin Varques della diocesi di Borongan, a Samar orientale; monsignor Emmanuel Trance della diocesi di Catarman, Samar settentrionale; e monsignor Isabelo Abarquez della diocesi di Calbayog, sempre a Samar. I vescovi hanno il compito di guidare un team che avvierà nuovi dialoghi con i ribelli che hanno espresso la loro volontà di uscire dalla clandestinità.

L’impegno dei vescovi per la pace

“I vescovi - spiega il giornalista di Fides Paolo Affatato - sono persone che hanno la fiducia sia della popolazione, sia degli stessi movimenti guerriglieri, sia delle istituzioni governative, perché impegnati da molto tempo in questo processo di pace e riconciliazione. Sicuramente cercheranno prima di tutto di incontrare quei guerriglieri che sono pronti ad uscire dalla clandestinità e ad abbandonare la lotta armata, aprendo poi un tavolo di negoziato per venire incontro a tutte quelle esigenze delle popolazioni locali per cui i guerriglieri lottano”. Infatti gli abitanti dell'isola da molti anni lottano costantemente con grossi problemi di povertà e sottosviluppo, causati anche da multinazionali che non rispettano la loro vita. “Il governo – continua Affatato – dovrà affrontare questi problemi con attenzione, se vuole togliere alla lotta armata le sue motivazioni più profonde di esistenza”.

Ascolta l'intervista a Paolo Affatato

Un lavoro di rete

Il 20 febbraio, i leader del governo, della Chiesa e della società civile hanno approvato una risoluzione che designa i tre vescovi cattolici per condurre contatti informali con membri del gruppo comunista che opera nella regione, al fine di riallacciare le comunicazioni e indire, poi, nuove sessioni ufficiali del processo di pace. La decisione è stata presa nel corso della 43a assemblea del "Partenariato per la pace e lo sviluppo dell'isola di Samar" (SIPPAD), piattaforma composta da rappresentanti del governo, della chiesa e della società civile provenienti dalle tre province dell'isola di Samar.

La situazione difficile delle comunità locali

Questa piattaforma, creata nel gennaio del 2006, è particolarmente importante per l’isola e i suoi abitanti, perché affronta questioni urgenti e preoccupazioni relative alla pace, allo sviluppo e all'ambiente. A causa della scarsa rete stradale, la fitta forestazione, l’alta incidenza di povertà e il basso livello di istruzione nelle comunità montane, diverse aree di Samar sono fortemente influenzate dalla presenza del movimento dei ribelli con il quale, da due anni e mezzo, il governo di Rodrigo Duterte ha interrotto il dialogo.

07 marzo 2020, 14:36