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Coronavirus. L'invito al senso di responsabilità del presidente Mattarella

Il governo Conte ha deciso di sospendere ogni attività in maniera prudenziale nelle scuole e nelle Università italiane a partire da giovedì 5 marzo e fino a domenica 15 marzo. Nella serata di ieri video messaggio del Presidente della Repubbilca Sergio Mattarella.

Benedetta Capelli - Marina Tomarro - Città del Vaticano

Verità e trasparenza. Il premier italiano Conte assicura che queste sono le linee del governo soprattutto riguardo al coronavirus. Chiuse scuole e università fino al 15 marzo. "Decisione prudenziale", afferma. Intanto dal ministero dell’Economia fanno sapere che, di fronte alla chiusura delle scuole, si stanno valutando norme a tutela dei lavoratori pubblici e privati che prevedono la possibilità per uno dei due genitori di assentarsi per accudire i figli minorenni. In Italia - ha fatto sapere nel tardo pomeriggio di mercoledì il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli - sono 2.706 i malati, con un incremento di 443 persone in più rispetto a ieri e 107 i morti, di cui ventotto nelle ultime 24 ore.

L'appello del Presidente Mattarella 

A sostegno del governo ieri sera è intervenuto attraverso un video messaggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha invitato il Paese a seguire le indicazioni date. "Il Governo – ha spiegato- ha stabilito una serie di indicazioni di comportamento quotidiano suggerite da scienziati ed esperti di valore. Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio. Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita".  Mattarella ha poi espresso vicinanza e solidarietà a tutte le persone colpite dal virus e ai familiari delle vittime e ha invitato tutti alla concordia e all'unità di intenti. "Senza imprudenze ma senza allarmismi,  - ha infine detto il presidente - possiamo e dobbiamo aver fiducia nelle capacità e nelle risorse di cui disponiamo. Possiamo e dobbiamo avere fiducia nell'Italia".

 

Ascolta l'appello del presidente Mattarella

Il coronavirus nel mondo

Il primo focolaio del coronavirus entrato in Europa, potrebbe essere quello isolato a gennaio in Germania a Monaco. Lo indica la mappa genetica che ricostruisce una sorta di albero genealogico del virus. Il focolaio tedesco potrebbe avere alimentato silenziosamente la catena di contagi al punto da essere collegato a molti casi in Europa e in Italia. Il paziente numero 1 di Monaco aveva mostrato i primi sintomi dopo aver incontrato una collega proveniente da Shangai, poi risultata positiva. Aumentano i casi nel resto del mondo. In Cina sono decedute altre 30 persone e sono stati registrati 143 nuovi contagi.  Annullate in Giappone le celebrazioni per il nono anniversario del disastro di Fukushima. Primo morto in Gran Bretagna. Sale ad almeno 130 il numero dei casi accertati negli Stati Uniti. Nove le vittime, tutti nello stato di Washington, dove ci sono 27 casi come in California ed è stato decretato lo stato d’emergenza nella contea di Los Angeles. Intanto a livello economico, il Fondo Monetario Internazionale ha mobilitato 50 miliardi di dollari per i Paesi poveri alle prese con il coronavirus. Lo ha annunciato il direttore generale del Fondo, Kristalina Georgieva, in un'intervista a Cncb. Dei 50 miliardi, 10 sono per i Paesi a reddito più basso e 40 miliardi per quelli a medio reddito.

Cei: iniziative per contenere il diffondersi del Covid-19

I vescovi italiani riferiscono in un comunicato ufficiale l’impegno della Chiesa volto a contenere il diffondersi del coronavirus. La nota sottolinea che “alla luce del confronto con il governo e tenuto conto delle misure restrittive emanate lo scorso 1 marzo e destinate a restare in vigore fino a domenica 8 marzo inclusa, con le quali in tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e in alcune province (Savona, Pesaro e Urbino) sono state stabilite limitazioni anche per i luoghi di culto, la Cei chiede che, durante la settimana, non ci sia la celebrazione delle Sante Messe”. Nelle aree non a rischio, assicurando il rispetto delle indicazioni contenute nei nuovi decreti, la Conferenza episcopale ribadisce la possibilità di celebrare la Santa Messa, come di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima. “La Chiesa che è in Italia”, scrivono i presuli“, condivide questa situazione di disagio e di sofferenza del Paese e assume in maniera corresponsabile iniziative con cui contenere il diffondersi del virus.

Ultimo aggiornamento il 6 marzo alle ore 09.00

04 marzo 2020, 18:44