Cerca

Vatican News
Siccità nel Sahel Siccità nel Sahel 

Sahel, Unicef: 5 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza umanitaria

In Burkina Faso, Mali e Niger 670 mila minori sono sfollati. Problemi anche di malnutrizione e di accesso all’acqua, mentre sono oltre 3 mila le scuole distrutte nel 2019

Michele Raviart – Città del Vaticano

Il 2020 si prospetta come un anno critico per i bambini del Sahel, zona dell’Africa occidentale dilaniate dalle guerre e dagli attacchi di decine di gruppi jihadisti. Per l’Unicef saranno infatti 5 milioni i minori che avranno bisogno di assistenza umanitaria a causa dell’aumento delle violenze. Dall’inizio del 2019, poi, sono oltre 670 mila i bambini costretti a lasciare le loro case tra Burkina Faso, Mali e Niger.

Reclutati come soldati

“Ci sono violenze, ci sono attacchi ripetuti tra le varie opposte fazioni, ci sono guerre civili”, spiega Andrea Iacomini portavoce di Unicef Italia, “in queste zone vengono messi in atto continui rapimenti ed è una pratica molto diffusa anche quella del reclutamento dei bambini. I gruppi armati, specialmente nelle zone tra il Mali e il Burkina Faso, li prendono spesso nei villaggi come soldati, non soltanto per combattere ma anche purtroppo per fare qualsiasi tipo di attività al loro seguito, e subiscono violenze di ogni genere”.

Ascolta l'intervista integrale a Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia

Centinaia di gravi violazioni in Mali

Una delle situazioni più preoccupanti si registra in Mali, dove nei primi mesi del 2019 sono state accertate 571 violazioni gravi contro i bambini, in aumento rispetto al biennio precedente. “Il Sahel centrale - spiega ancora Iacomini - ha bisogno di un piano urgente di protezione e di supporto per questi bambini ed è per questo che noi come Unicef abbiamo chiesto ai governi, agli eserciti, e ai gruppi armati stessi, di fermare gli attacchi sui bambini. Chiediamo alle parti di agevolare almeno l'accesso ai servizi sociali perché questo aiuta e favorisce la coesione sociale e contribuisce di fatto a prevenire eventuali successivi conflitti”.

700 mila bambini a rischio malnutrizione

Tra i problemi legati all’insicurezza e allo sfollamento, c’è quello della difficoltà di accesso ai servizi essenziali e al cibo e la stima di Unicef è che oltre 700 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave. Anche l’accesso sicuro all’acqua sta diminuendo, con alcune zone del Burkina Faso che hanno subito una diminuzione del 40% dell'acqua disponibile.

In due anni sestuplicato il numero di scuole distrutte

Particolarmente grave è anche la situazione dell’educazione, con 3.300 scuole che sono state costrette a chiudere lo scorso anno. “L'aumento delle violenze ha delle conseguenze devastanti proprio sull'apprendimento dei bambini” ribadisce il portavoce di Unicef Italia, “perché non andando a scuola non sviluppano consapevolezza, anche soltanto quella di non fare la guerra in futuro”. Quello sulle scuole distrutte, spiega ancora, è “un dato che impressiona, sei volte superiore rispetto al 2017, quindi parliamo in tutto di 650 mila bambini colpiti e 16 mila insegnanti. Sono cifre veramente impressionanti da una parte dimenticata del mondo ma nella quale invece occorre assolutamente intervenire”.

Una regione sottofinanziata

Unicef opera da sempre in questi tre Paesi, aiutando minori e famiglie. “Portiamo le scuole là dove ci sono gli sfollati. Abbiamo molntato delle tende dove i bambini possono continuare ad andare a scuola e proseguire il loro anno scolastico - conclude Iacomini - per questo abbiamo fatto un appello per il 2020, per cercare di sostenere questa risposta umanitaria nel Sahel centrale, che purtroppo è fortemente sottofinanziata”.

28 gennaio 2020, 15:19