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Israele: entro l’anno l’Iran potrà produrre una bomba nucleare

L’ intelligence militare israeliana ritiene che entro la fine di quest’anno l’Iran potrà produrre una bomba nucleare, ma che non ha ancora missili in grado di trasportarla. Gran Bretagna, Francia e Germania contestano alla Repubblica islamica violazioni dell’accordo sul nucleare del 2015. A Teheran, primi arresti per l’abbattimento del Boeing ucraino, causato da due missili iraniani

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

L’Iran, secondo l’intelligence di Israele, entro la fine del 2020 avrà i 40 chilogrammi di uranio arricchito al 90 per cento necessari per produrre un singolo ordigno nucleare, ma per realizzare i missili in grado di trasportarlo, avrà bisogno di almeno due anni. Ieri, intanto Gran Bretagna, Francia e Germania, hanno annunciato di volersi avvalere del meccanismo di risoluzione delle dispute, previsto dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015, per contestare alla Repubblica islamica le violazioni della stessa intesa. Una mossa che, secondo la Russia, può portare ad una nuova escalation e alla dissoluzione dell’accordo, sempre più debole dopo il ritiro degli Stati Uniti e il graduale disimpegno di Teheran. Da parte sua, l’Iran ha annunciato “una risposta appropriata e seria” ai tre Stati europei.

Negri: la decisione degli europei svuoterà l'accordo sul nucleare

"Quello dei tre Paesi europei è un fallimento e la loro decisione, se non avverrà qualcosa nei prossimi 60 giorni, svuoterà di fatto l'accordo sul nucleare". Questa l'analisi di Alberto Negri, giornalista, esperto di Medio Oriente, che a Vatican News spiega come Teheran, dopo la decisione di Trump di stralciare l'accordo firmato da Obama, abbia aspettato un anno prima di riprendere l'arricchimento dell'uranio. "L' Europa aveva garantito all'Iran un meccanismo per aggirare le sanzioni statunitensi, ma - aggiunge Negri - di fatto non è mai stato operativo". Quindi il giornalista evidenzia come la posizione degli europei sulla questione iraniana resti comunque debole, "marginale, come del resto - prosegue - sta avvenendo anche in merito alla crisi libica".

Ascolta l'intervista ad Alberto Negri

Primi arresti a Teheran per l'abbattimento del Boeing ucraino

Ieri nella capitale iraniana quarto giorno di scontri tra l’esercito e gli studenti che manifestano contro il regime, all’università Amir Kabir, mentre la magistratura ha annunciato i primi arresti per l’abbattimento del Boeing 737 della Ukrainian Airlines, l’8 gennaio scorso, causato da due missili. “Puniremo i responsabili – ha detto il presidente Rouhani – è stato un errore imperdonabile. Dobbiamo garantire al popolo iraniano che questo non accadrà più'', affermando poi che il suo governo “è responsabile nei confronti delle altre nazioni delle persone che hanno perso la vita nell'incidente aereo”.

Venerdì l'ayatollah Khamenei parlerà durante la preghiera islamica

Per la prima volta dopo 8 anni, annuncia la tv di stato iraniana, la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, pronuncerà un sermone durante la preghiera islamica del venerdì a Teheran. Khamenei interviene solo in momenti ritenuti critici per la Repubblica islamica. Il New York Times, ha pubblicato immagini esclusive di telecamere di sicurezza, nelle quali si vedono le scie di due missili lanciati a 30 secondo di distanza l’uno dall’altro e l'aereo, in fiamme, che ha continuato a volare per diversi minuti prima di schiantarsi e uccidere tutte le 176 persone a bordo. Secondo il quotidiano statunitense, "i missili sono stati lanciati da un sito militare iraniano a circa otto miglia dall'aereo".

15 gennaio 2020, 09:34