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Coronavirus: rallentano i contagi in Cina, ma cresce il timore per l'economia

I casi di coronavirus confermati nella giornata di ieri sono 1.459, meno dei 2.077 registrati lunedì, a segnalare un possibile inizio del rallentamento del contagio. Oltre cento le persone dimesse dopo il ricovero ospedaliero. Riguardo alla crescente preoccupazione dei mercati per l’impatto sull’economia globale, l’intervista a Francesco Sisci

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

Per la prima volta in Cina si segnala un rallentamento dei casi di coronavirus: nella giornata di martedì 28 gennaio sono stati quasi il 30% in meno rispetto a quelli registrati il giorno prima. Con i seimila casi annunciati dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, il contagio del coronavirus ha però superato quantitativamente quello della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) del 2003. Per quanto riguarda i decessi, i numeri sono fortunatamente pari a circa un terzo rispetto alla Sars: diciassette anni fa furono 349 le vittime, mentre fino ad ora sono 170 i morti causati dal nuovo coronavirus.

Le conseguenze economiche

British Airways ha deciso oggi di sospendere tutti i voli da e per la Cina a causa del nuovo coronavirus. La decisione ha effetto immediato e potrebbe ora essere presa anche da altre compagnie aeree. Anche la Casa Bianca avrebbe comunicato a tutte le compagnie aeree di aver preso in considerazione l’ipotesi di sospendere tutti i voli da e per la Cina. "Non si esclude nulla", ha detto il ministro della Sanità statunitense, Alex Azar. Domani Toyota interromperà per dieci giorni la produzione nel Paese, promettendo di monitorare con attenzione l’evolversi della situazione. Anche Starbucks ha deciso di chiudere metà dei suoi negozi in Cina, al momento superiori alle quattromila unità. Infine conseguenze anche nel mondo sportivo: sono state annullate le prove di Coppa del mondo di sci, previste il prossimo mese in Cina. A riferirlo le autorità di Pechino.

“Quelle della Cina sono misure giuste”

“La preoccupazione per l’economia globale è forte, anche perché il peso della Cina a livello mondiale non è lo stesso di 17 anni fa al tempo della Sars”. Lo afferma Francesco Sisci, esperto di Cina e già inviato a Pechino, nella nostra intervista. “Le misure prese dalla Cina sono giuste – aggiunge -, ma di fatto l’economia sta rallentando”. Non vanno però fatti allarmismi: la prospettiva è nel breve periodo, “giorni, settimane e – specifica Sisci – si parla solo di una possibile contrazione dell’economia cinese e mondiale”, non certo di una crisi.

Ascolta l'intervista a Francesco Sisci

Il pensiero del Papa

Anche il Papa domenica 26 gennaio, dopo la preghiera mariana dell’Angelus, ha rivolto un pensiero alla delicata situazione che sta vivendo il popolo cinese, esprimendo la sua vicinanza alle persone malate. “Il Signore - ha detto domenica Francesco - accolga i defunti nella sua pace, conforti le famiglie e sostenga il grande impegno della comunità cinese già messo in atto per combattere l’epidemia".

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 30 GENNAIO 2020
 

29 gennaio 2020, 13:02