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Il sogno di Francesco: cambiare l’economia per salvare uomo e ambiente

Presentato all’Università Lumsa di Roma il “piccolo manuale (scientifico) di ecologia integrale" scritto da Luca Fiorani, docente di Fisica e divulgatore nelle scuole, che presenta i concetti chiave dell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, i risultati dei negoziati sul clima e i dati scientifici sullo stato del pianeta

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Un piccolo manuale (scientifico) che il sole 76 pagine parte dal concetto di ecologia integrale di Papa Francesco e dai temi ad esso legati nell’enciclica “Laudato sì”, guarda i recenti, e purtroppo scarsi risultati della negoziazione internazionale sui cambiamenti climatici, a partire dalla Cop 21 di Parigi, e fornisce i dati scientifici più aggiornati, e sempre più allarmanti, sullo stato di salute del nostro pianeta. E’ “Il sogno (folle) di Francesco”, scritto da Luca Fiorani, docente universitario di Fisica, ricercatore Enea e divulgatore scientifico apprezzato in molte scuole superiori italiane, da poco pubblicato dalle Edizioni francescane italiane, e presentato a Roma all’Università Lumsa, dove Fiorani insegna.

Sassi (Earth Day Italia): verso la conversione ecologica 

“Un piccolo gioiello che guida il lettore verso una vera conversione ecologica”, quella chiesta dal Papa, definisce il volumetto il moderatore dell’incontro Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, che ha scritto la prefazione e che, ricorda, guida un’associazione nata per sostenere i valori della “Laudato sì”, riunendo tante associazioni, cattoliche e non, nel Villaggio della Terra, visitato il 24 aprile 2016, a Villa Borghese di Roma, da Francesco. Il Pontefice, sottolinea Sassi, con la sua enciclica, “ha fatto diventare l’ecologia una questione di solidarietà internazionale e intergenerazionale”, ma purtroppo Madrid, "con i deludenti risultati della Cop 25, ha segnato l’ennesima sconfitta delle conferenze internazionali sul clima”.

L'amore che spinge Papa Francesco e l'impegno di Greta

L’autore presenta il suo libro, aiutato dalle immancabili slide che usa nelle conferenze con gli studenti, come una risposta alla domanda iniziale: “Cosa spinge un anziano di 82 anni (si vede Papa Francesco, 83 anni proprio nel giorno della presentazione, n.d.r.), guida di oltre un miliardo di persone, ad inginocchiarsi, baciando i piedi dei leader di una nazione (il Sud Sudan, n.d.r) per implorarli a rimanere nella pace? Cosa spinge una giovane di 15 anni a iniziare uno sciopero originale contro i cambiamenti climatici (e la slide mostra Greta Thunberg e il suo primo cartello in svedese), seguita da milioni di coetanei, e non solo, in tutto il mondo?”. La risposta potrebbe essere condensata in una parola: “amore”.

Il libro di Luca Fiorani
Il libro di Luca Fiorani

Il sogno di un mondo solidale, orientato al bene comune

Il sogno di Francesco, scrive il fisico di origine padovana, è quello di un mondo fraterno e solidale, dove si costruiscono ponti e non muri e dove le attività dell’uomo sono orientate al bene comune di tutti gli abitanti del pianeta e alla giustizia tra le generazioni. Così Luca Fiorani ne parla a Vatican News:

Ascolta l'intervista a Luca Fiorani

R. – Se guardiamo anche ai risultati del recente vertice sul clima di Madrid, il sogno di Francesco potrebbe sembrare veramente folle, però il Papa conclude la sua enciclica “Laudato Sì” con la speranza. “Camminiamo cantando” ci dice, perché le nostre lotte e preoccupazioni per il pianeta non ci tolgano la gioia della speranza. In questo libro cerco di tracciare una specie di parabola. Cerco di dare le basi scientifiche della situazione del clima, un breve riassunto della “Laudato sì”, e anche delle vie d’uscita: noi cosa possiamo fare? E racconto anche cosa è stato fatto nella negoziazione internazionale, ameno fino all’anno scorso.

Lei nel libro definisce falsa la tesi, sostenuta da alcuni media, che non esista un consenso degli scienziati sul riscaldamento globale…

R.- Ormai praticamente tutti i climatologi sono d’accordo che la temperatura del pianeta sta aumentando e che la causa è dovuta al fatto che noi emettiamo gas serra, bruciando carbone, petrolio e gas naturale. Gli scienziati che dicono che questo non è vero, in genere non sono esperti di clima, ma in altri campi della fisica.

Luca Fiorani
Luca Fiorani

Questo allora è un manuale per tutti, per contribuire insieme a salvare il pianeta e lasciarlo anche migliore di come l’abbiamo trovato alle future generazioni?

R.- L’ho chiamato “piccolo manuale scientifico” perché io posso parlare con una certa competenza soprattutto di argomenti scientifici, anche se mi sono documentato sulla negoziazione internazionale e sul magistero del Papa. Ma leggo tutto dal punto di vista del fisico che si occupa anche di clima. Cerco di dare al lettore un panorama per capire cosa sta accadendo al nostro pianeta, e cosa possiamo fare anche noi di concreto.

Quindi lo possiamo salvare questo pianeta?

R.- Penso che possiamo sicuramente salvarlo. C’è un’immagine molto bella nella natura: 2,5 miliardi di anni fa non c’era ossigeno nell’atmosfera. Sono state delle minuscole cellule, i cianobatteri, che però hanno la clorofilla, a emettere, molecola dopo molecola, per miliardi di anni, ossigeno, e oggi nell’atmosfera abbiamo il 21 per cento di ossigeno e possiamo respirare. Allora auguro a ciascuno di noi, magari dopo aver letto questo libro, di essere un piccolo cianobatterio che emette molecole di ossigeno in questa nostra società che ne ha grande bisogno.

I punti critici del pianeta legati ai cambiamenti climatici
I punti critici del pianeta legati ai cambiamenti climatici

Vie d'uscita: cambiare stile di vita e modello economico

Le vie d’uscita indicate da Fiorani nel libro sono i nuovi stili di vita, le opzioni di consumo, le scelte di chi ci governa e andare in piazza come fanno i ragazzi dei “Friday for future”. E seguire Papa Francesco nel sogno più “folle”, quando nella “Laudato sì” chiede di ripensare il modello economico sviluppato negli ultimi secoli, “un modello vorace” ha detto a maggio 2019 agli industriali delle miniere, “orientato al profitto”, “basato sull’illusione di una crescita economica illimitata”. Solo l’amore per la natura e per le persone presenti sul pianeta oggi e nel futuro, conclude l’autore, permetterà all’umanità di autotrascendersi, modificando le proprie convinzioni davanti ai limiti posti dalla natura e dalla finitezza delle risorse naturali.

Sorrentino: san Francesco e l'amore di Dio crocifisso

Il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, nel suo intervento alla presentazione sottolinea che il volume, “un vero canto d’amore che aiuta a prendere coscienza del problema della cura del Creato”, è stato pubblicato nella collana del Santuario della spogliazione di san Francesco. Il poverello “spogliandosi ci riconduce a quello che è essenziale – spiega – ciò che l’uomo aveva nell’Eden, la propria nudità. Poi si è rivestito anche di cose non belle, ed è iniziato quello che l’autore definisce ‘il film horror dell’umanità”. Quella che ai nostri occhi sembra follia, prosegue l’arcivescovo Sorrentino, “è la sapienza di Dio, che Francesco interpreta in maniera radicale, legandola all’amore di Dio crocifisso”. L’unica follia generativa è proprio quella dell’amore del Dio crocifisso. Concetti che ripete anche a Vatican News:

Ascolta l'intervista a monsignor Sorrentino

R.- Se il Creato lo guardiamo con occhi amorevoli, idealistici, esso ci mostra tante interconnessioni, che ci fanno capire che niente può vivere e sopravvivere se si isola e se si mette in contrapposizione. Tutto invece può rivivere se recupera la capacità di mettersi insieme. L’amore è la maniera umana di dire tutto questo, e rispecchia in modo particolare l’amore di Dio, il creatore, che ha messo nella nostra vita qualcosa del suo cuore. E’ necessario assolutamente riprendere la strada dell’amore, perché anche di fronte al disastro ambientale, se non abbiamo un approccio d’amore, non riusciremo a fare i sacrifici necessari per poter riprendere la strada maestra.

L'intervento del vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino
L'intervento del vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino

Anche perché tutto è connesso, scrive il Papa nella “Laudato sì”

R.- Certo, e ognuno di noi ha il suo pezzettino di dovere da fare, nessuno può tirarsi fuori, perché le lo facciamo, è l’universo intero che subisce un danno.

La “follia” di Papa Francesco può essere anche quella di chiedere, nella “Laudato sì”, di cambiare l’attuale modello economico, che poi ha definito “vorace”?

R.- E’ una “follia” che è sapienza: di fronte a quello che vediamo davanti ai nostri occhi non c’è alternativa. E’ la “follia” del Vangelo, che ci indica una strada di amore, di amore crocifisso, per poter affrontare la costruzione di un futuro che sia bello, sostenibile, che sia il sogno di Dio per l’uomo. Allora, benedetta questa “follia” di Papa Francesco, perché è quella che ci sta stimolando a prendere coscienza e soprattutto a rimboccarci le maniche. 

Caschetto (Gccm): Avvento di sobrietà, attento all'ambiente

Sul palco, a parlare del libro, anche Antonio Caschetto, coordinatore ad Assisi del Global Catholic Climate Movement, la rete di movimenti cattolici, associazioni e parocchie nata per stimolare e concretizzare l'impegno per la cura del Creato chiesto da Papa Francesco nella "Laudato sì". Vatican news ha raccolto la sua testimonianza.

Ascolta l'intervista ad Antonio Caschetto

R. – Noi cerchiamo di essere un’alleanza di associazioni, movimenti, conferenze episcopali, ordini religiosi, tutti insieme, per vivere la Laudato si’, questo sogno folle di questo Francesco dei nostri tempi che sogna in grande, che ci invita tutti con questa chiamata all’azione a vivere autenticamente le relazioni con il creato, tra gli uomini, con Dio e con noi stessi.

L’Opus Dei ha stilato un decalogo di impegni semplici per tutti i cattolici, come quello di vestirsi un po’ di più per non accendere il riscaldamento. Si può cominciare da questo, per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato?

R. - Certo. È anche la filosofia che utilizziamo noi del Movimento cattolico mondiale per il clima. Di quel decalogo mi piace molto il decimo comandamento, quello di pregare e ringraziare per ciò che si ha. È la base di tutto. Quando si è in sincera, armoniosa relazione con Dio tutto il resto è un’autentica conseguenza.

Greta Thunberg incontra il Papa, insieme a Tomas Insua del Global Catholic Climate Movement
Greta Thunberg incontra il Papa, insieme a Tomas Insua del Global Catholic Climate Movement

Però chi ci rappresenta alle volte non sembra sentire questa necessità. Lo strumento del voto, per i cattolici, può essere importante per premiare i partiti politici che si impegnano realmente per la salvaguardia del Creato?

R. - È una grande sfida perché i governi devono comunque impegnarsi. Noi come cattolici, anche come corpo elettorale, abbiamo un grade potere. Il nostro potere è nel voto, nel portafoglio anche, perché noi possiamo scegliere i nostri acquisti e possiamo anche alzare la voce nei momenti importanti dell’anno. I giovani quest’anno hanno iniziato ad alzare la voce attraverso questa persona molto carismatica, Greta Thunberg. Il Papa la appoggia, appoggia la Laudato sì generation, che è anche la nostra componente giovanile, che cerca di portare avanti degli sforzi di politica pubblica.

Prossime tappe del vostro impegno concreto?

R. - Noi abbiamo lanciato per l’Avvento, un "Avvento Laudato si’" che è partito proprio da Assisi, dal Santuario della Spogliazione, che è la nostra parrocchia. È il luogo dove il Movimento cattolico mondiale per il clima ha associato il proprio cuore, perché san Francesco, con il Cantico di frate Sole, è l’origine di tutto il movimento ecologista, ma non solo di ecologismo ma di ecologia integrale. Là dove Francesco dice: “Laudato si’ mi Signore per quelli che perdonano e sostengono infermità e tribolazione”, lì c’è proprio il manifesto dell’ecologia integrale. L’ "Avvento Laudato si" è proprio questo: arrivare al Natale con maggiore sobrietà con uno sguardo attento all’ambiente al pianeta e ai poveri.

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Il libro e i momenti della presentazione
17 dicembre 2019, 18:59