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Ex Ilva: manifestazione a Roma per dire no alla chiusura

I sindacati si attendono una presa di posizione netta del governo. Per le Acli di Taranto "la chiusura dello stabilimento sarebbe davvero una tragedia per il territorio e a quel punto una riconversione sarebbe indispensabile”.

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Al via la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil in piazza Santi Apostoli a Roma, la prima delle tre iniziative indette unitariamente che apre "la settimana di mobilitazione per il lavoro". Oggi protestano anche i lavoratori metalmeccanici dell'ex Ilva, in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal e nell'indotto.

Sciopero all'ex Ilva

Migliaia sono arrivati da Taranto in pullman per dire no alla chiusura dello stabilimento. Nella fabbrica è cominciato ieri sera alle 23 e proseguirà fino alle 7 di mercoledì lo sciopero dei lavoratori dell'ex Ilva di Taranto. Metalmeccanici e sindacati protestano contro il nuovo piano industriale di ArcelorMittal che ha chiesto ulteriori 4.700 esuberi per continuare a gestire lo stabilimento e pretendono il rispetto dell'accordo sindacale del 6 settembre 2018.

I sindacati: serve presa di posizione del governo

''Ci aspettiamo nelle prossime ore, dopo la nostra grande manifestazione – dichiarano i sindacati  - una decisione chiara e netta del Governo sul risanamento ambientale, sulla tutela e garanzia dei livelli occupazionali e la continuità produttiva. Con o senza ArcelorMittal''. Il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato giovedì 12 dicembre 2019, alle ore 17, le organizzazioni sindacali e i Commissari per un incontro su Ilva in amministrazione straordinaria. L'incontro sarà presieduto dal Ministro Stefano Patuanelli.  Le ultime ipotesi circolate sulla trattativa tra l’esecutivo e il colosso franco-indiano prevederebbero 1.800 esuberi e un ingresso dello Stato, attraverso una società a controllo pubblico, nel capitale dell’ex Ilva.

Acli Taranto: ArcelorMittal rispetti gli impegni

Per le Acli di Taranto serve una soluzione nel breve tempo per garantire la riconversione dell’impianto e la tutela dell’occupazione. “Va detto che la riconversione dell’impianto è molto costosa – dice Giuseppe Mastrocinque, presidente delle Acli di Taranto – Ricordo che ArcerlorMittal un anno fa ha siglato un contratto per garantire i livelli occupazionali, eppure in un anno la situazione è solo peggiorata. La chiusura sarebbe davvero una tragedia per il territorio e a quel punto una riconversione sarebbe indispensabile”.

Ascolta l''intervista a Giuseppe Mastrocinque
10 dicembre 2019, 11:05