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Campi di accoglienza dei migranti in Grecia Campi di accoglienza dei migranti in Grecia  (AFP or licensors)

L’appello del Papa per una migrazione sicura e regolare

Nel discorso alla presenza del governo Thailandese, Papa Francesco si è rivolto alla comunità internazionale per chiedere di agire con “responsabilità e lungimiranza” per risolver i problemi alla base di questo “tragico esodo”.

Federico Francesconi – Città del Vaticano

“Questa terra ha per nome ‘libertà’, e questa è possibile solo se siamo capaci di sentirci corresponsabili gli uni degli altri e superare qualsiasi disuguaglianza”. Queste le parole del Papa, rivolte a tutti i fedeli e ai leader mondiali, durante il suo viaggio in Thailandia. Francesco ha anche dichiarato di aver apprezzato gli sforzi del governo di Bangkok nell’accoglienza dei rifugiati provenienti dai paesi limitrofi.

Gli ultimi salvataggi sulle coste a sud dell’Italia

Nel Mediterraneo non diminuiscono le vittime del traffico di esseri umani. A Torino, la polizia stradale ha arrestato due passeur pakistani alla guida di un furgone, con il quale stavano trasportando verso la Francia 36 migranti provenienti dall’area dell’India e del Bangladesh. I “passeggeri” erano stipati in piedi nel retro del furgone in condizioni precarie e hanno raccontato duranti gli accertamenti fatti dalle forze dell’ordine di aver pagato fino a 5000 euro per essere trasportati in Spagna e Francia.

Allo stesso tempo nelle acque tra la Libia e L’Italia la nave Ocean Viking ha soccorso ieri altre 30 persone, raggiungendo la quota di 125 passeggeri a bordo. Anche la nave Open Arms ha soccorso all’alba di questa mattina un’imbarcazione con a bordo 73 naufraghi; secondo due volontari di Emergency sono presenti a bordo diversi minori.

Sarebbero inoltre 67 i morti e 30 i sopravvissuti in nuovo naufragio avvenuto ieri a largo della Libia. Lo comunica l’associazione Alarm Phone, che ha ricevuto la segnalazione ancora non confermata da un pescatore che si trovava a largo con la propria imbarcazione.

La situazione della rotta balcanica

Secondo Medici Senza Frontiere, sono circa 20mila nell’ultimo anno i migranti che hanno tentato la strada della cosiddetta rotta balcanica, cercando di raggiungere i Paesi del nord-Europa passando attraverso Turchia, Serbia, Bosnia e Croazia.

Molti di questi viaggiatori rimangono fermi proprio al confine tra Bosnia e Croazia, dove vivono in campi gestiti spesso dalle organizzazioni umanitarie in comune con l’Ue o con l’amministrazione locale, tentando periodicamente di attraversare la frontiera a piedi.

Le condizioni di vita nei campi sono precarie a causa del sovraffollamento e dalla povertà delle strutture. I tentativi di attraversare il confine croato sono pericolosi, infatti, molti migranti, ritornati nei campi sul confine, hanno denunciato le violenze della polizia croata, che prima di rimandarli indietro li avrebbe picchiati, e avrebbe sottratto loro cellulari e indumenti.

Le nuove politiche del governo greco

In Grecia negli ultimi mesi gli sbarchi hanno toccato il picco più alto dal biennio 2015-2016, e il neonato governo conservatore ha presentato un nuovo piano per la gestione degli sbarchi. L’esecutivo di Atene vorrebbe chiudere i grandi campi come quello che si trovano sull’isola di Lesbo, sovraffollato da mesi, e rendere più capillare l’accoglienza e la detenzione dei migranti, aprendo nuovi e più piccoli campi e spostando una parte dei viaggiatori dalle isole verso l’entroterra.

“Non sono ancora chiari i dettagli del piano operativo, ma l’annuncio lascia presagire che si passi ad un uso indiscriminato della detenzione come opzione predefinita per accogliere i migranti. Come Oxfam ci siamo sempre battuti per denunciare le pessime condizioni di estrema precarietà dei campi come quello di Moria a Lesbo, ma questo non significa che la soluzione sia sostituirlo con dei centri di detenzione. Ogni richiedente asilo dovrebbe avere la possibilità di essere accolto e vedere la propria domanda valutata, senza restare in una condizione di privazione della libertà", spiega a Radio Vaticana Italia Riccardo Sansone, coordinatore umanitario per Oxfam.

Ascolta l'intervista a Riccardo Sansone

 

21 novembre 2019, 16:13