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Norcia: la chiesa terremotata di san Benedetto Norcia: la chiesa terremotata di san Benedetto 

Sisma centro Italia. Boccardo: dal governo più attenzione ai terremotati

Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Norcia-Spoleto, afferma che serve che “il nuovo governo metta davvero tra le priorità della sua azione un’attenzione privilegiata ai luoghi del terremoto”. Oggi il premier Conte ha visto associazioni e comitati di cittadini delle aree terremotate

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Molte scosse ma nessuna di particolare intensità nella zona di Norcia dopo che nella notte tra sabato e domenica è stato registrato un terremoto di magnitudo 4.1 nell'area tra Umbria, Marche e Lazio. E' quanto emerge dai dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Dunque gli abitanti delle zone del Centro Italia continuano ad essere sotto tensione per le scosse sismiche.
Oggi alcune associazioni e comitati di cittadini delle aree terremotate sono stati ricevuti dal premier Conte, nel quadro dei colloqui del governo. Nei fatti le popolazioni locali si sentono abbandonate. L’arcivescovo di Norcia-Spoleto monsignor Renato Boccardo afferma che serve che “il nuovo governo metta davvero tra le priorità della sua azione un’attenzione privilegiata ai luoghi del terremoto”.

Ascolta l’intervista a monsignor Boccardo

R. – Dopo un primo momento, in cui si è parlato molto del terremoto e delle conseguenze del terremoto, piano piano l’attenzione è diminuita fino quasi a scomparire. Per cui, al momento non c’è una prospettiva di ripartenza seria. Si parla sì di ricostruzione, però la cosiddetta ricostruzione pesante, di fatto, non è iniziata. Manca un segnale serio e concreto di ripresa, per cui di conseguenza cresce nel sentimento popolare non soltanto la delusione ma direi quasi la rassegnazione.

Una parte della popolazione si aspettava anche una maggiore attenzione da parte del premier incaricato Conte. Lei che cosa si aspetta dal nuovo governo?

R. – Io voglio sperare che il nuovo governo metta davvero tra le priorità della sua azione un’attenzione privilegiata ai luoghi del terremoto, a queste popolazioni che ormai da tre anni portano il peso di una situazione che sta diventando sempre più pesante. Se facciamo il paragone con Genova, vediamo come per il ponte c’è stato un convergere di interessi e di iniziative, e qui noi siamo lontani dal vedere non dico la stessa attenzione, ma almeno qualcosa di simile.

Concretamente, secondo lei, come si potrebbe intervenire e in quali settori?

R. – Io penso innanzitutto alle case: bisogna a mio avviso facilitare al massimo le procedure, le autorizzazioni, i permessi per la ricostruzione e per il restauro, in modo tale che la gente possa ritrovare la propria casa e viverci con serenità e sicurezza. Penso poi al lavoro: quelle sono zone la cui economia di fatto è fondata sul turismo e dunque bisogna favorire la ripresa delle attività commerciali, di tutta quella rete di accoglienza per i turisti che costituiva una delle fonti principali di reddito per quelle popolazioni. Allora bisogna vincere la burocrazia che, come qualcuno ha detto, fa più danni del terremoto stesso e rendere snelle al massimo le procedure, in modo tale che si possano avere dei risultati concreti.

Per concludere, nella sua diocesi come progredisce il recupero del patrimonio della Chiesa?

R. – Noi abbiamo raccolto in un deposito che è stato costruito dalla Regione Umbria dopo il terremoto del 1997 oltre 6 mila pezzi – statue, quadri, tele, oggetti di culto, di venerazione – e già qua e là qualcuno di questi pezzi è in corso di restauro. Per quanto riguarda le chiese, siamo in alto mare. Finalmente, con l’ultima ordinanza firmata dal commissario, nella lista delle chiese sulle quali si può intervenire ce ne sono 72 della nostra diocesi. Questo ci permetterà, non appena ci siano le linee guida per l’applicazione di questo decreto – e speriamo che non tardi ulteriormente, questo momento – noi potremo incominciare con diversi cantieri. Attualmente abbiamo una quindicina di cantieri aperti in risposta alla prima ordinanza del commissario straordinario di due anni fa, che ci permette di procedere con il recupero di almeno quelle chiese che erano meno gravemente danneggiate.
 

02 settembre 2019, 13:20