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Proteste contro la Brexit Proteste contro la Brexit  (AFP or licensors)

Brexit: riapre il Parlamento ma Johnson è contrario

Il premier britannico si è detto profondamente in disaccordo con la decisione della Corte Suprema. Escluse anche le sue dimissioni da primo ministro. Intervista al politologo Paolo Dardanelli

Alessandro Guarasci – Città del Vaticano

Riapre oggi il Parlamento britannico. Questo sulla base della sentenza "esplicita" della Corte Suprema che ha dichiarato ieri "illegale" e mai avvenuta la sospensione del Parlamento voluta dal governo del premier Boris Johnson fino al 14 ottobre. Johnson ha sottolineato di essere "profondamente in disaccordo" con la decisione della Corte Suprema . Escluse anche sue dimissioni da primo ministro.

Che cosa succederà con la Brexit?

Ora la situazione si fa più confusa per quanto riguarda la Brexit. "Come dice attualmente la legge, il Regno Unito lascerà la Ue il 31 ottobre, qualsiasi cosa accada - ha scandito il primo ministro britannico - Ma la cosa importante adesso per noi è di avere un buon accordo. Ed è quello a cui stiamo lavorando". Anche Johnson ha ammesso che la sentenza della Corte ha reso più difficile la Brexit: "Sarò onesto con voi, non è resa più facile da questo genere di cose in Parlamento o nei tribunali. Ovviamente ottenere un accordo non è facile su queste basi, ma andremo avanti e ce la faremo", ha affermato all’Onu a New York.

Critiche dai Labour

Dura l’opposizione. Boris Johnson "non è adeguato" al ruolo di primo ministro, è un figlio delle elite britanniche più privilegiate che "disprezza la democrazia" e che ha chiuso il Parlamento "senza ragione". Così il leader laburista Jeremy Corbyn nel discorso di chiusura a Brighton della Conferenza annuale del partito, durante il quale ha ribadito la richiesta
di dimissioni del premier Tory, alla luce della sentenza della Corte Suprema che, ha detto, "lo ha stroncato alla perfezione".

Soddisfazione del Parlamento Europeo

Al momento non ci sono commenti da parte della Commissione Europa, che ha già escluso un nuovo accordo col Regno Unito sulla Brexit. A parlare il presidente dell’Europarlamento David Sassoli. "La decisione della Corte Suprema del Regno Unito di dichiarare illegittima la sospensione del Parlamento" britannico è "importante". "Qualsiasi accordo sulla Brexit - sottolinea il presidente dell'Eurocamera – deve essere approvato sia dal Regno Unito che dal Parlamento europeo, quindi è essenziale un adeguato controllo democratico da parte di entrambi i lati della Manica".

Per il professore Paolo Dardanelli , reader in Politica Comparata all’Università del Kent, “adesso il Parlamento potrà tenere sotto pressione il governo in maniera più efficace. La credibilità del primo ministro ne esce danneggiata ma quanto successo dimostra che l’equilibrio tra i poteri tiene”.

Ascolta l’intervista a Paolo Dardanelli
25 settembre 2019, 11:22