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Giornata Onu abolizione tratta schiavi. Tweet del Papa

“Fermiamo la schiavitù”: afferma Papa Francesco nel tweet di oggi, in occasione della Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione, istituita dall’Onu nel 1950

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

"Tutti siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio e abbiamo la stessa dignità. Fermiamo la schiavitù". Lo afferma il Papa, nel suo tweet di oggi dall’account @Pontifex, ricollegandosi alla Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione istituita dalle Nazioni Unite, ma attualizzando il senso di questa memoria nel presente e chiedendo la fine di ogni nuova schiavitù della contemporaneità. Il Pontefice richiama la somiglianza di ogni uomo a Dio e dunque la pari dignità di tutti gli esseri umani. 

La giornata Onu

La Giornata istituita dalle Nazioni Unite nel 1950 cade nel giorno di oggi, in ricordo della rivolta avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 agosto del 1791 sull’isola di Santo Domingo - oggi Haiti e Repubblica Dominicana - e guidata dal generale Toussaint Louverture, ex schiavo, eroe della rivoluzione haitiana, che si concluse nel 1804. Quest’anno la giornata segna anche il 25° anniversario del “Progetto Slave Route: resistenza, libertà, patrimonio”, lanciato dall'Unesco al fine di sostenere i governi, le università, i media e le organizzazioni della società civile nell'impedire che queste pagine della storia cadano nell'oblio e nella negazione. "Non dobbiamo pensare che la schiavitù sia scomparsa": mette in guardia, facendo eco al Papa, Alberto Tonini, professore di Storia delle relazioni internazionali all'Università degli Studi di Firenze. 

Ascolta l'intervista ad Alberto Tonini

Professor Tonini, perché l'Onu ha scelto proprio la data dell'inizio della rivoluzione haitiana per questa Giornata internazionale?

La scelta è legata alla prima rivolta della storia recente da parte di un gruppo di schiavi nell'Isola di Haiti, siamo nell'Ottocento, quando la schiavitù era normalmente e largamente praticata. L'Isola di Haiti, così come gran parte del continente americano vedeva la presenza di alcuni milioni di schiavi. Un gruppo di questi si ribella alle condizioni di vita e alle condizioni di lavoro, che erano ovviamente molto dure. Da lì prendono le mosse poi altre iniziative di resistenza, nel corso di tutto l'Ottocento, che si traducono molto lentamente, in decisioni assunte dai diversi governi europei, allo scopo di limitare o infine di abolire il commercio degli schiavi e la schiavitù stessa.

Che ripercussioni ha avuto la schiavitù sul piano delle relazioni internazionali? Perché è importante avere memoria di questo fenomeno?

Il fenomeno purtroppo ha accompagnato la storia dell'uomo fin dalle origini. Se pensiamo agli ebrei in Egitto, alla storia dell'antica Grecia, all'Impero romano, la schiavitù è stata considerata una condizione normale per lunghissimo tempo., anzi, è stato più ampio il periodo storico in cui la schiavitù era praticata, rispetto al periodo storico in cui non lo è o, quantomeno, è considerata un reato penalmente perseguibile. Le conseguenze sono di varia natura. Dal punto di vista dei Paesi europei, durante il periodo del colonialismo, la pratica della schiavitù ha permesso di accumulare enormi ricchezze, potendo disporre di manodopera pressoché gratuita, nelle grandi piantagioni americane, ma anche in Brasile e in Africa. Quindi, la schiavitù è stato uno dei fattori che hanno consentito ai Paesi Europei di arricchirsi enormemente durante la fase storica del colonialismo.

E oltre a questo?

Un'altra conseguenza, spesso meno evidente e meno ricordata, è legata all'impoverimento che ha subito il continente africano in termini di risorse umane. Sono molte le stime e difficili le valutazioni sul numero complessivo di persone sottratte al continente africano durante i quasi tre secoli di commercio degli schiavi, però si parla di molti milioni di persone, gran parte delle quali è peraltro morta durante il tragitto via mare verso le Americhe. Questo impoverimento in termini di risorse umane, forza lavoro e capacità di crescita della popolazione ha fortemente penalizzato l'Africa. Oggi le tendenze demografiche sono in crescita, ma per lunghi decenni la popolazione africana è stata sottodimensionata, anche a causa del commercio degli schiavi.

Oggi il Papa ci richiama all'attualità. Come si è trasformata la schiavitù nel mondo contemporaneo? 

E' vero che noi oggi ricordiamo l'abolizione della tratta, però nello stesso tempo non dobbiamo pensare che oggi la schiavitù sia scomparsa dal panorama mondiale. Vi sono purtroppo molte realtà in cui questa forma di sfruttamento dell'uomo o della donna è ancora presente, con modalità diverse.

Per esempio?

Si parla di schiavitù nelle realtà in cui ci sono matrimoni combinati in età infantile, in cui spesso le ragazze o le bambine vengono vendute a scopo matrimoniale a mariti molto più anziani di loro. Si parla di schiavitù nel caso della tratta delle donne, ancora purtroppo a scopo di sfruttamento sessuale, e questo riguarda spesso donne provenienti dall'Africa subsahariana, usate sui mercati del sesso in Europa. Si parla di nuove forme di schiavitù nel caso dello sfruttamento del lavoro e dello sfruttamento del lavoro minorile in particolare, per cui i bambini vengono fatti lavorare in condizioni estremamente disagevoli, con orari di lavoro impossibili e paghe irrisorie. Si parla, infine, di nuove forme di schiavitù con riferimento alla piaga dei bambini soldato, per la quale ragazzini in età molto precoce vengono utilizzati a scopo di combattimento da parte di milizie che in questo modo trovano nuovamente la possibilità di portare avanti i loro obiettivi. Quindi è giusto ricordare gli sforzi e l'impegno che la comunità internazionale ha saputo realizzare nel corso dei decenni passati per abolire la tratta degli schiavi, ma è anche giusto ricordare che ancora oggi è necessario intervenire in alcune realtà per fare in modo che l'umanità si affranchi definitivamente da questo odioso fenomeno della schiavitù. 

23 agosto 2019, 14:26