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Oggi i funerali di Stato del presidente tunisino, Essebsi Oggi i funerali di Stato del presidente tunisino, Essebsi  (ANSA)

Tunisia in lutto per i funerali di stato del presidente Essebsi

E’ lutto nazionale in Tunisia dove oggi ci sono stati i funerali di Stato del presidente Beji Caid Essebsi, per il quale arrivano le condoglianze da tutti i leader mondiali. A settembre il Paese tornerà alle urne

Giordano Contu – Città del Vaticano

E’ lutto nazionale in Tunisia per i funerali di Stato del presidente Beji Caid Essebsi, morto giovedì scorso all'età di 92 anni, all'ospedale militare della capitale. Sono decine i messaggi di condoglianze arrivati da parte di tutti i leader mondiali. Libia, Algeria e Mauritania hanno annunciato tre giorni di lutto nazionale. La cerimonia solenne si è svolta oggi nel Palazzo della Repubblica di Cartagine alla presenza di alcuni capi di Stato: tra loro il presidente palestinese Abu Mazen, quello libico Fayez al Sarraj, l'emiro del Qatar, il presidente francese Emanuel Macron. Dopo la celebrazione la salma è stata seppellita al cimitero di Djellaz, nella capitale Tunisi. Il nuovo presidente ad interim della Repubblica tunisina è Mohamed Ennaceur, 85 anni, che manterrà la carica fino a settembre, quando si terranno le elezioni presidenziali.

Un modello democratico dopo Essebsi

“Essebsi ha portato stabilità al Paese”, spiega Federico Borsari, esperto di Nord Africa per l’istituto Ispi e per questo “rappresentava una figura politica di grande importanza”. La sua scomparsa apre molti scenari su quello che sarà il processo di transizione, soprattutto per quanto riguarda la stabilità politica e sociale. Tra il 2011 e il 2014 Essebsi, dopo avere fondato il partito Nidaa Tounes, è riuscito a migliorare il Paese in senso democratico: dall’adozione di una nuova costituzione all’impegno per l’uguaglianza uomo donna. Poi nel 2014 è stato eletto presidente della Repubblica. Con il partito Ennahda, di ispirazione islamista, “ha raggiunto un accordo che ha consentito alla Tunisia di emergere come esperimento democratico nel contesto nordafricano”, continua Borsari. “La struttura politica del Paese è sensibile alle tante differenze che si sono tra i partiti principali”. Saranno proprio questi due a contendersi la vittoria alle elezioni presidenziali e a quelle parlamentari.

Ascolta l’intervista a Federico Borsari
27 luglio 2019, 14:33