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Casi di Ebola a Goma Casi di Ebola a Goma 

Rd Congo: un caso di Ebola a Goma

Le autorità confermano di aver registrato un primo caso di Ebola a Goma, nella zona orientale del Paese. Intervista al vicepresidente di Medici senza frontiere

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Un primo caso di Ebola a Goma, città di circa due milioni di abitanti non lontano dal confine col Ruanda. Si tratta della più grandi città toccata dalla febbre emorragica dopo l’inizio dell’epidemia che ha colpito la Repubblica Democratica del Congo dallo scorso anno. La persona che ha contratto il virus è un uomo giunto a Goma in autobus domenica mattina da Butembo, uno dei principali focolai della malattia nella provincia del Nord Kivu. Sul mezzo altre 18 persone e il conducente. L’uomo, secondo quanto annunciato oggi dal governo, è stato riportato a Butembo. Il ministero della Sanità invita la popolazione a mantenere la calma e stima che il rischio di propagazione del virus nella città di Goma sia debole, anche grazie alla rapidità con cui sono stati identificati sia il paziente che gli altri passeggeri del bus.

In Africa occidentale morte 11mila persone a causa di Ebola

L’epidemia di Ebola che sta colpendo da agosto 2018 la zona orientale della Repubblica democratica del Congo è la seconda più importante dopo quella che ha interessato l’Africa occidentale tra il 2013 e il 2014 e che ha provocato la morte di circa 11mila persone in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Le cifre attuali, secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, parlano di 1.655 persone decedute a causa dell’Ebola e di 694 guarite. Una campagna di vaccinazione ha interessato oltre 160mila persone.

La preoccupazione di Medici Senza Frontiere

“Questo caso di Goma ci fa vedere che la situazione non è sotto controllo ed è fonte di preoccupazione - afferma ai microfoni di Radio Vaticana Italia Ruggiero Giuliani, vicepresidente di Medici senza frontiere, organizzazione che a Goma supporta il Centro di trattamento per Ebola - .Noi sappiamo che la mobilità nella regione è molto elevata, le persone si muovono e questo porta a un rischio di diffusione dell’epidemia”. Circa le strategie messe in campo per debellare l’epidemia in corso nel Paese, il dottor Giuliani aggiunge: “E’ stato fatto molto, sono state messe in campo tantissime risorse, sia dal punto di vista dei Centri di trattamento, sia con nuovi farmaci che ci danno speranze per curare meglio i malati. Ma c’è molto ancora da fare, c’è da ricostruire un rapporto con le comunità basato sulla fiducia per convincere le persone malate a presentarsi nei Centri e farsi curare”.

Ascolta l’intervista a Ruggiero Giuliani

 

15 luglio 2019, 13:34