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Summit europeo a Bruxelles dopo le elezioni Summit europeo a Bruxelles dopo le elezioni 

L'Europa dopo le elezioni alla ricerca di un’identità

Le recenti elezioni europee, con l’avanzata dei partiti 'sovranisti', non chiarisce la situazione all’interno delle future istituzioni dell’Unione Europea, che, oltre alla Brexit, ha a che fare con un’economia debole e con l’avanzata delle grandi potenze, come Usa, Russia e Cina

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

L’Unione Europea dei prossimi mesi avrà sicuramente un volto diverso da quello attuale, ma non in maniera così radicale, come i risultati elettorali delle recenti consultazioni hanno fatto pensare. La vecchia maggioranza, formata da popolari e social-democratici regge ancora, sia pure con il puntello di altre forze, come potrebbero essere i liberali, mentre i partiti ‘sovranisti’ e nazionalisti, pur incassando un maggiore consenso, non hanno sfondato. Dal voto esce un’Europa fortemente frastagliata.

Europa: quali forze a confronto

La nuova maggioranza che dovrebbe formarsi al parlamento europeo, dunque, avrà bisogno di aggregare altre formazioni moderate, che, in virtù dell’appoggio, potrebbero rivendicare posti di guida all’interno delle nuove istituzioni europee. Alla luce di questo sicuramente si andrà verso una maggioranza meno compatta. Stessa cosa potrebbe avvenire tra le opposizioni: non tutte le formazioni sovraniste si ispirano agli stessi parametri. I mesi che verranno potrebbero, quindi, essere caratterizzati da forte difficoltà, sia nel dialogo interno che nel più vasto ambito della comunità globale. Questo è quanto afferma ai nostri microfoni Fulvio Scaglione esperto di questioni internazionali.

L’Europa chiamata a dialogare ad una sola voce con le altre potenze

E’ essenziale – afferma Scaglione – che l’Europa possa affrontare, se non ad armi pari, almeno con una certa forza e credibilità le politiche di Stati Uniti, Russia e Cina. Washington vorrebbe che Bruxelles fosse allineata alle proprie politiche per evitare che Europa e Russia possano stringere alleanze economiche che rischierebbero di isolare gli Usa nei soli rapporti con un Regno Unito in odore di Brexit. Dall’altra la Cina prosegue nella sua politica commerciale fortemente indirizzata verso il Vecchio Continente. Appare evidente che, per gestire queste situazioni, le prossime istituzioni europee debbano avere un ampio e stabile consenso, ma questo lo si saprà non prima della fine di quest’anno.

Ascolta l’intervista a Fulvio Scaglione
09 giugno 2019, 08:00