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L’Arte nel Cuore: quando la passione per la recitazione supera ogni barriera

Gli attori dell’Arte nel Cuore Onlus, hanno portato nei giorni scorsi al Teatro Olimpico di Roma, il musical “A qualcuno piace Rock”. L'Accademia si occupa dal 2005 di creare talenti nella danza, nella recitazione e nel canto, dando una formazione tecnico artistica a giovani portatori di disabilità

Marina Tomarro - Città del Vaticano

“Recitare mi ha salvato la vita ed è diventata tutta la mia vita. Poter essere tanti personaggi differenti, regalare al pubblico risate ed emozioni, per me è qualcosa che non riesco ad esprimere a parole”. Emanuela ha gli occhi che le brillano mentre racconta la sua esperienza. Ha 32 anni e fa l’attrice da quattro anni. Ha la Sindrome di Down e fa parte di un’ Accademia speciale: quella dell’Arte del Cuore, dove tanti ragazzi con disabilità differenti, ma con il grande amore per la recitazione, riescono a realizzare il loro sogno studiando seriamente per poter diventare un domani degli attori professionisti.

Recitare al di là di ogni barriera

Al Teatro Olimpico di Roma i ragazzi dell’Accademia hanno portato in scena il musical “A qualcuno piace rock” . “Per i nostri giovani attori - spiega Daniela Alleruzzo presidente dell’Accademia - questo lavoro teatrale è stato una grande sfida. Non era un soggetto semplice. Abbiamo inserito tanti momenti di ballo, i due attori Emanuela ed Alessandro che interpretavano Joe e Jerry, i due strumentisti jazz che per sfuggire ad una banda di gangster nella Chicago degli anni 60, scappano a Miami fingendosi musiciste di una band femminile, sono stati poliedrici nelle loro interpretazioni, e così tutti gli altri ragazzi. L’immenso affetto che ci ha dimostrato il pubblico in sala ci ha ripagato di tutte le fatiche di questi mesi!”. E alla fine del musical l’insegnamento è che non esistono barriere dove ci sono amore e amicizia.

Uno sguardo al futuro senza paura

“Sul palco – continua la Alleruzzo – recitano insieme ragazzi normodotati con loro coetanei che vivono con una disabilità ma da questo nasce uno scambio e un arricchimento reciproco, perché ognuno di loro cerca solo di esprimere al meglio il proprio talento, sicuro di essere supportato dall’affetto di tanti amici”.

Lo studio della recitazione diventa allora per tutti i ragazzi che frequentano l’Accademia una ragione di vita e uno sguardo al futuro non più con paura ma con una speranza luminosa di non essere soli. “Sono otto anni che frequento questa Accademia - racconta Lavinia - e tutti mi hanno fatto sentire amata, mi hanno insegnato a fare qualcosa che adesso sta diventando un lavoro, incoraggiandomi sempre. Se non ci fossero stati tutti loro, che per me sono una famiglia, non so adesso come sarebbe la mia vita!”.

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Accademia Arte nel Cuore
29 giugno 2019, 12:32