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Papa Francesco saluta un ragazzo disabile Papa Francesco saluta un ragazzo disabile  (AFP or licensors)

Integrazione e disabilità. Concluso con successo il progetto: “Siamo tutti abili”

Il progetto, volto a sensibilizzare insegnanti e ragazzi sul tema dell’integrazione delle persone diversamente abili, si è chiuso raggiungendo 63 scuole secondarie. Per Elisabetta Scala del Moige: “Spesso i ragazzi sono più bravi degli adulti ad integrare e aiutare chi ha più difficoltà”

Matteo Petri - Città del Vaticano

Si chiude con successo il progetto “Siamo tutti abili”, organizzato dal Moige in collaborazione con il Miur e l’Istituto tecnico agrario Emilio Sereni di Roma, volto a sensibilizzare insegnanti e alunni sull’importanza dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

La vicepresidente del Moige spiega gli obiettivi

“L’obiettivo di questo progetto è stato dare una formazione specifica sul tema della disabilità – spiega ai nostri microfoni Elisabetta Scala, vicepresidente del Movimento italiano genitori onlus – ed è stato un successo perché siamo riusciti a raggiungere oltre 50 scuole secondarie, sia di primo che di secondo grado; abbiamo potuto dare una formazione a delle insegnanti, e a cascata anche a molti studenti, anche grazie a una piattaforma online da noi ideata”.
Con il progetto “Siamo tutti abili", si è cercato quindi di contrastare il disagio e la marginalità attraverso attività di formazione docenti ed eventi partecipativi per la sensibilizzazione della comunità, organizzati dai volontari Moige. “Le disabilità possono essere sia fisiche che mentali – spiega ancora la vicepresidente Scala -, e nell’anno scolastico 2016-17, il 4% del totale degli studenti era uno studente con disabilità. Il 6% con disabilità di movimento. Nelle scuole ci sono spesso problemi legati alle barriere architettoniche che complicano la vita dei ragazzi con disabilità motorie ed è necessario fare di più per abbatterle e aiutare i ragazzi che hanno questo tipo di problematiche”.

L’importanza dell’integrazione del ‘diverso’

“In qualche maniera tutti siamo diversi, ognuno di noi ha delle modalità diverse di porsi con gli altri ed è in quest’ottica che dev’essere vista la disabilità. La disabilità può dare una visione arricchente della vita - spiega ancora Scala-, conosciamo tutti la loro speciale sensibilità che può insegnare tanto a tutti”. “Spesso i bambini – conclude la vicepresidente del Moige - sono più capaci degli adulti ad includere e in questo la scuola ha, ha avuto e avrà sempre un ruolo fondamentale”.

Ascolta l'intervista a Elisabetta Scala
30 aprile 2019, 17:56