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Genesi di un capolavoro. Restaurato il Raffaello dell'Ambrosiana

Restaurato e ricollocato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano in un nuovo allestimento il cartone preparatorio della "Scuola di Atene" di Raffaello Sanzio. Si tratta del disegno originale realizzato dal pittore urbinate per l’esecuzione del celebre affresco che decora la Stanza della Segnatura in Vaticano

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

Custodisce l’impeto, l’energia, l’intuizione originaria e la visione estetica di Raffaello Sanzio, il cartone preparatorio della Scuola di Atene, conservato nella Pinacoteca Ambrosiana, oggi restituito alla sua originaria bellezza grazie ad un restauro durato oltre quattro anni. Ne andava particolarmente fiero il fondatore dell’Ambrosiana, il cardinale Federico Borromeo che acquistò il prezioso disegno nel 1626 dalla vedova del conte Fabio II Visconti di Brebbia per l’esorbitante cifra di seicento lire imperiali.

Un autografo indiscutibile di Raffaello

Il porporato amava evidenziare la sicura autografia del cartone, cosa che non si poteva affermare con la stessa sicurezza per l’intero affresco vaticano, dal momento che, come è noto, Raffaello si serviva ampiamente di aiuti. “Messi a paragone con quelli dell’opera finita – nota il direttore della Pinacoteca Ambrosiana, mons. Alberto Rocca – i volti del cartone risultano più freschi e incisivi”.

Ascolta l'intervista a mons. Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana

Il più grande cartone rinascimentale

Da una superficie di 285 per 804 centimetri -  è questo il più grande cartone rinascimentale mai pervenutoci - emergono tratti grafici, a carboncino e biacca, veloci, mai nervosi: precisi nel dare sostanza, in un esperto gioco di chiaroscuri e ombreggiature, a corpi vigorosamente plastici e, nonostante la monocromia, talmente vivi da sembrare percorsi al loro interno da un’anima vibrante in un equilibrio perfetto tra idea e forma, grazia e realismo. Andò invece probabilmente perduto un secondo cartone con il disegno dell’imponente architettura che inquadra la scena dipinta in Vaticano.

Nuovo allestimento

Il capolavoro dell’Ambrosiana oggi ammirabile nel nuovo allestimento, ripropone a grandezza naturale, la scena della Filosofia, parte del complesso programma iconografico della Stanza della Segnatura, commissionato al pittore urbinate nel 1508 da papa Giulio II. Oltre alla cosiddetta “Scuola di Atene”, esso includeva la Teologia, la Giurisprudenza e la Poesia rappresentate rispettivamente nella “Disputa del Santissimo Sacramento”, nelle “Virtù” e nel “Parnaso”.  

Armonia fede - ragione

Al centro della composizione c’è il trionfo della saggezza antica, radunata attorno alle figure di Aristotele e1 Platone, effigiato con il volto di Leonardo. Attorno a questa raffigurazione della dialettica tra mondo delle idee trascendenti e osservazione della natura e della realtà, si sviluppa il consesso degli altri pensatori dell’antichità: Zoroastro, Tolomeo, Euclide, Aristotele, Diogene, distribuiti su due diversi ordini: quello inferiore dedicato a coloro che hanno coltivato le discipline matematiche; quello superiore, separato dai quattro gradini simboleggianti aritmetica, geometria astronomia e musica, occupato dai filosofi che hanno raggiunto i vertici della metafisica. Chiaro il messaggio: la ragione è un ponte che conduce alla fede.

La travagliata storia del cartone

“Nel cartone, rispetto alle pitture, – sottolinea ancora mons. Alberto Rocca – mancano la figura del “penseroso”, nel quale si è soliti riconoscere il volto di Michelangelo, l’autoritratto di Raffaello e il ritratto del Sodoma”. Il direttore della Pinacoteca inoltre mette in luce la delicatezza dell’intervento di restauro eseguito su “un’opera non pensata per la lunga conservazione: oggi lo stato di salute del Cartone è ottimo”. Un merito ascrivibile a quanti in questi anni hanno lavorato con pazienza e precisione ad un capolavoro la cui storia è stata particolarmente travagliata: requisito nel 1796 dal commissario francese Peignon, nell’ambito delle depredazioni napoleoniche, dopo Waterloo nel 1815 esso venne restituito, ma durante il viaggio di ritorno in Italia l’acqua si infiltrò nella cassa che lo conteneva, dando origine a muffe che ne minacciarono la conservazione. Durante la Grande Guerra inoltre fu trasferito a Roma per essere posto al sicuro dai bombardamenti. Il recente lavoro di conservazione è stato condotto dal 2014 ad oggi da un prestigioso Comitato Scientifico composto tra gli altri da esperti dell’Ambrosiana, dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e dei Musei Vaticani.

Il restauro del Raffaello dell'Ambrosiana. Ascolta

Milano, città d'arte

“Oltre che capitale della moda e degli affari, ospitando in pochi chilometri quadrati il Cenacolo di Leonardo a Santa Maria delle Grazie, la Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco ed il Cartone dell’Ambrosiana – conclude mons, Rocca – Milano si conferma a pieno titolo una vera città d’arte”.

14 aprile 2019, 08:00