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Rifugiati siriani in Libano Rifugiati siriani in Libano   (ANSA)

Il nunzio in Libano: aiutare i profughi a rientrare in Siria

Il nunzio apostolico in Libano mons. Joseph Spiteri parla del grande impegno per l’accoglienza dei profughi siriani in Libano e auspica un loro ritorno nelle terre d’origine per ricostruire la Siria

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Per aiutare i rifugiati si è andati incontro a grandi difficoltà, il Libano ha dato prova di grande ospitalità e grande umanità”, così il nunzio in Libano mons. Joseph Spiteri racconta del grande impegno profuso dal governo e dalla popolazione del Paese dei cedri per ospitare i profughi siriani fuggiti dalla guerra, in un’intervista rilanciata al nostro inviato in Libano, Stefano Leszczynski, che ha preso parte all’itinerario organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi.

Garantita assistenza e scuola per i rifugiati

Il nunzio ha quindi ricordato che in Libano sono presenti oltre un milione di rifugiati tra siriani e iracheni; a tutte queste persone viene offerta assistenza e garantito l’insegnamento nelle scuole ai figli dei profughi.

Agevolare il rientro in Siria

“Un impegno per l’accoglienza – spiega il presule – che vede in prima linea anche la Santa Sede, la Chiesa locale e le organizzazioni cattoliche”. Mons. Spiteri sostiene anche che l’obiettivo primario è riuscire ad agevolare il ritorno di queste popolazioni nelle loro terre d’origine: “Oltre 130mila siriani sono già rientrati nel loro Paese, ma è un processo lungo che dipende da molti fattori”.

L’importanza del dialogo

La Chiesa e le autorità lavorano molto anche nel dialogo con il sostegno nelle realtà umanitarie per evitare frizioni che possono crearsi, visto il “peso” molto forte di questa situazione. “Per il bene della Siria bisogna aiutare queste persone a rientrare in patria – aggiunge mons. Spiteri – il Paese potrà essere ricostruito solo con i suoi cittadini”.

La presenza dei cristiani

Secondo mons. Spiteri questo ragionamento vale anche per la presenza dei cristiani: “Sono gli stessi fratelli musulmani che chiedono il ritorno dei cristiani, perché senza cristiani il Medio Oriente non è più lo stesso, con tutte le comunità che convivono e contribuiscono alla costruzione del Paese”.

Ascolta l'intervista a mons. Spiteri

 

 

21 marzo 2019, 07:46