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La premier britannica Theresa May La premier britannica Theresa May  (ANSA)

Brexit: per la Ue sempre più probabile un’uscita senza accordo

“Non è escluso che la tenacia della premier May porti a un referendum sulla sua opzione”, dice il vice-presidente del Parlamento Europeo David Sassoli

Alessandro Guarasci – Città del Vaticano

Il giorno dopo la fiducia alla premier britannica May si cerca di capire quali strade seguire per la Bexit. Per il capo-negoziatore Ue Michel Barnier "se il Regno Unito sposterà i suoi paletti" per la costruzione della relazione futura con i 27, "anche noi faremo altrettanto". Barnier ha ricordato che le linee rosse tracciate da Londra nei mesi scorsi per la partnership dopo il divorzio hanno "chiuso la porta" a scenari più ampi.

I Laburisti inglesi pronti a chiedere un nuovo referendum

Il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas ha affermato che una Brexit senza accordo "è diventata più possibile" dopo che martedì Westminster ha bocciato l'intesa, stiamo "prendendo la questione molto seriamente". Intanto, la Francia ha fatto scattare il suo piano per far fronte all'ipotesi di un 'no deal' sulla Brexit: è quanto annunciato dal premier Edouard Philippe al termine di una riunione con i ministri competenti a Parigi. Pronti invece a chiedere un nuovo referendum, i laburisti inglesi. Il suo leader Jeremy Corbyn ha detto che “se il governo rimane intransigente", rifiutandosi di convocare nuove elezioni o di proporre un accordo che possa avere il sostegno del Labour, allora è giunto il momento di valutare altre opzioni, che comprendano anche "il voto popolare".

“Non è escluso che la tenacia della premier May porti a un referendum sulla sua opzione”, è l’opinione del vice-presidente del Parlamento Ue David Sassoli

Ascolta l’intervista a David Sassoli
17 gennaio 2019, 13:27