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Nel carcere di Rebibbia per un pranzo “stellato”. Martinez: “Davanti a voi c’è vita”

Pranzo per le 400 ospiti del femminile preparato da Anna Maria Palma. L’Altra cucina per un pranzo d’amore, l’iniziativa di Rns Italia è giunta alla sua quinta edizione

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Come in ogni ambito della società dove si sperimenta l’emarginazione e le ferite dell’umanità, si sperimenta la sofferenza, il volontariato è un seme di positività, di bene, di carità che lenisce le ferite dell’umanità e che contribuisce a ridare speranza.

Il seme di positività è stato gettato ieri in 13 case di reclusione italiane grazie a “L’Altra cucina per un pranzo d’amore”, l’inizitiva di solidareità pronossa da Prison Fellowship Italia, Rinnovamento nello Spirito Santo, Fondazione Alleanza, in collaborazione con il Ministero della Giustizia.

A Roma, in particolare, la tavola del femminile di Rebibbia ha ospitato 400 ospiti e per loro ha preparato la chef Anna Maria Palma dell’Accademia del gusto TuCHef. Per loro, menù tipico della tradizione capitolina a base di supplì, crocchette, orzotto cacio e pepe, pere caramellate salate e petti di pollo alla vaccinara.

Ad addolcire il pranzo non poteva mancare il maritozzo al caffè con la panna. Il servizio di sala è stato garantito dai volontari e da volti noti dello spettacolo tra cui gli attori Nancy Brilli ed Edoardo Purgatori, la cantante Mariella Nava e i comici Marco Capretti e Gigi Miseferi.

Nancy Brilly è intervenuta leggendo un estratto del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai detenuti in occasione del Natale 2017 per ricordare che se vogliamo veramente aiutare chi vive questa triste esperienza è importante risolvere un equivoco grande: non identificare la persona che abbiamo di fronte con l’errore che ha commesso.

“Siamo alla 5ª edizione” ha detto Salvatore Martinez, presidente del RnS. "Circa 2500 detenute e detenuti, 350 volontari: davvero una grande mobilitazione” ha aggiunto, sottolineando che ”Bisogna liberare energie d’amore, energie positive, energie creative per dire che nessun uomo vale il proprio peccato, il proprio errore e che c’è una possibilità ed è una possibilità che la società civile, ancor più che lo Stato, ancor prima che lo Stato, ha il dovere e la responsabilità di dare a questi nostri amici, a questi nostri fratelli, a quanti attendono che ci sia non solo giustizia ma anche misericordia”.

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Pranzo "stellato" con le detenute di Rebibbia
19 dicembre 2018, 14:18