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Mother Fortress: documentario sul coraggio dei religiosi in Siria

Nell’ambito del Tertio Millennio Film Fest dedicato quest’anno a “I giorni della rivolta”, ieri pomeriggio in Filmoteca Vaticana è stato presentato il documentario della regista Maria Luisa Forenza. “Mother Fortress” è un viaggio nel cuore della Siria in guerra con uno sguardo particolare al coraggio dei monaci e delle monache del monastero di San Giacomo a Qara

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Non un film sulla guerra in Siria ma sulla condizione umana in tempo di guerra”: così la regista Maria Luisa Forenza, esperta documentarista, racconta il suo ultimo lavoro: “Mother Fortress” presentato in Filmoteca Vaticana nell’ambito della 22.ma edizione del Tertio Millennio Film Fest dedicato a “I giorni della rivolta. Guerra, rivoluzione e riscatto”. Una rassegna organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il patrocinio del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, il Pontificio Consiglio della Cultura e l’Ufficio comunicazioni sociali della Cei. Sono nove i film in concorso, tre le prime mondiali.

La Siria che rinasce

Al confine con il Libano, circondato da Al Qaeda e dall’avanzata del sedicente Stato Islamico, il monastero di San Giacomo è come acqua nel deserto. Nonostante dal 2011 sia bersaglio di attacchi terroristici, accoglie orfani, vedove, rifugiati, organizza convogli di ambulanze e camion per fornire aiuti umanitari. Ad animare questo luogo è la Madre Badessa Agnes, assieme a monaci e monache provenienti dal Libano, dalla Francia, dal Belgio, dal Portogallo, dal Cile, dal Venezuela, dal Colorado negli Stati Uniti.

Il racconto dell’umanità

“Ho trovato – spiega la regista Maria Luisa Forenza, raccontando il suo viaggio iniziato nel Natale 2014 – una forte resilienza, una grande vitalità e un amore per la vita che non immaginavo in tempi di guerra. In generale un senso di speranza sia tra gli stessi siriani che tra i soccorritori pur dinanzi ad un vero e proprio disastro umanitario con un Paese dove le persone lamentano carenza di cibo, mancanza di casa e lavoro”. Per la regista sono due le immagini emblematiche del film: la periferia di Aleppo dove ha filmato l’arrivo di camion con i viveri da distribuire, assaltato dalla folla, e i volti di questa umanità ripresi da una fessura proprio all’interno del mezzo. “Il titolo ‘Mother Fortress’ è un diretto richiamo alla fortezza romana trasformata poi in monastero e che gli Ottomani nel 720 distrussero, uccidendo 100 monaci. Nel 1993 – spiega la regista – il vescovo di Homs ha dato mandato a Madre Agnes di ridare vita a questo rudere, è così è stato. Fortezza però è anche un richiamo alla forza dei monaci e delle monache che hanno resistito alla guerra ma anche un riferimento alle 4 virtù cardinali perché siano monito per tutti”.

Ascolta l'intervista a Maria Luisa Forenza
13 dicembre 2018, 08:36