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La Camera celebra l’arte sacra di Alessandro Romano

Esposta a Roma "La Via Dolorosa" di Alessandro Romano, 17 sculture che ripercorrono la Passione di Cristo con uno stile contemporaneo che interpreta le sofferenze dell’uomo di oggi

Marco Guerra – Città del Vaticano

Diciassette bozzetti e calchi in terra cotta che mostrano tutte le sfumature del dolore e la sofferenza di Gesù Cristo. Sono le opere de La Via Dolorosa realizzate dall’artista Alessandro Romano, sculture di fama internazionale, i cui capolavori sono esposti anche nelle nicchie della Basilica di San Pietro e al Palazzo del Quirinale.

La mostra promossa dalla Camera a Roma

Dallo scorso 14 dicembre e fino al 10 gennaio, La Via Dolorosa è esposta per la prima volta al pubblico, su iniziativa della Vicepresidenza della Commissione cultura della Camera dei Deputati, presso il Complesso di vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42, con ingresso libero per tutti i visitatori.

Una Via Crucis “contemporanea”

Le 17 stazioni della Via Crucis di Romano rappresentano un percorso che attraversa le tragedie umane con un occhio attento e contemporaneo: dalla notte nell'orto dei Getzemani fino ad arrivare al messaggio di salvezza de La Croce Spezzata. Questa è l’opera più significativa della Passione realizzata dall'artista, una crocifissione nella quale il Cristo non è sulla croce ma parte stessa della croce.

Romano spiega a VaticanNews che “tutto nasce da un grandissimo desiderio di realizzare un Cristo crocifisso che fosse contemporaneo, cioè che ci raccontasse tutti i drammi che questa umanità soffre continuamente e giornalmente”.  “Per anni ho portato nel cuore questa sana inquietudine” ha detto ancora Romano.

Ascolta l'intervista ad Alessandro Romano

La Croce Spezzata

Lo sculture ha deciso così di inserire Cristo dentro la croce dal momento che “la croce e Cristo sono un tutt’uno” e poi ha spezzato la croce “perché Cristo, accettandola, muore e la distrugge”. “Ognuno di noi è destinato a portare una croce - ha detto ancora l'artista -, quindi, accettare la croce, viverla per poi naturalmente morire, come succederà a tutti, significa risorgere, sperare nella risurrezione che è il messaggio più importante della nostra religione”.

Il Getsemani

Romano ha sempre avuto l’idea che il Getsemani dovesse avere un posto speciale ne La Via Dolorosa “perché Cristo sa già tutto quello che gli accadrà” e vive questo dramma “come uomo e come Dio”. Infatti, malgrado fosse l'inizio della passione, l'opera dei Getsemani è stata realizzata per ultima, dopo tutte le altre Stazioni. “E’ come dire che io, piccolo uomo contemporaneo”, ha spiega ancora Romano, “se non fossi passato attraverso tutte le varie fasi del dolore che Lui ha patito, non avrei mai potuto raccontare in un’icona sola una sintesi così importante”. Il bozzetto mostra Gesù, sofferente, in ginocchio, che offre il cuore agli uomini, rappresentati dai tre apostoli che dormono distratti, e la corona di spine al Padre.

Le sculture di bronzo al Santuario del Divino Amore

Durante la Via Crucis al Colosseo del 2017, le opere della Via Dolorosa furono trasmesse in mondovisione. Intanto, prosegue l’impegno teso a far diventare questi lavori in terracotta 17 grandi sculture di bronzo, alte 3 metri, da collocare in maniera permanente presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, sulla via Ardeatina a Roma.

21 dicembre 2018, 15:56