Versione Beta

Cerca

Vatican News
Eisham, figlia di Asia Bibi Eisham, figlia di Asia Bibi 

La figlia di Asia Bibi: quando la incontrerò l'abbraccerò e piangeremo insieme

In un videomessaggio, la figlia diciottenne di Asia Bibi ringrazia quanti hanno pregato Dio perché la mamma fosse liberata. Intanto, due leader estremisti islamici che hanno incitato alla violenza dovranno comparire davanti ai giudici

Sergio Centofanti - Città del Vaticano

"Non ho ancora incontrato mia madre ma sono molto felice che sia stata liberata. Quando la incontrerò sicuramente la abbraccerò molto forte e piangerò insieme a lei". E’ quanto dice Eisham, la figlia minore di Asia Bibi, in un videomessaggio inviato alla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Grazie per le vostre preghiere

Eisham, 18 anni, ne aveva appena 9 quando la mamma viene arrestata sotto la falsa accusa di blasfemia nel giugno 2009. "So che siete tutti molto felici per la liberazione di mia madre - aggiunge - grazie per tutte le vostre preghiere". Dopo la sentenza di assoluzione della Corte suprema, il 31 ottobre scorso, Eisham aveva detto: “E’ il giorno più bello della mia vita. Voglio ringraziare Dio che ha ascoltato le nostre preghiere”.

Il commovente incontro di Eisham con Papa Francesco

Eisham aveva incontrato Papa Francesco il 24 febbraio scorso in Vaticano, insieme al padre Ashik Masih. Un incontro di straordinaria intensità emotiva, un momento di grande preghiera. Eisham, pochi giorni prima di partire per Roma, aveva incontrato la mamma in carcere, dicendole: “Sai mamma, vado a Roma. Incontrerò anche il Papa. Vado a Roma perché il Colosseo si illuminerà di rosso. Penseremo, anzi penseranno a te nel mondo”. Asia le aveva risposto: “Se incontri il Papa, dagli un bacio da parte mia”. Il Papa aveva detto ad Eisham: “Penso molto spesso a tua madre e prego per lei”. E l’aveva definita una “meravigliosa donna martire”.

Il perdono di Asia Bibi

Asia Bibi, 47 anni, cattolica, madre di 5 figli, era stata condannata a morte nel novembre 2010. Mercoledì scorso 7 novembre è stata finalmente liberata e trasferita, per motivi di sicurezza, in una località segreta. Gli estremisti islamici, infatti, nonostante la donna cristiana sia stata dichiarata totalmente innocente, continuano a chiederne l’impiccagione e minacciano nuove violente proteste se lascerà il Paese. Di fronte a tanto inspiegabile odio, Asia Bibi ha sempre risposto con la preghiera e il perdono. Ha perdonato e prega per quanti le hanno fatto del male.

Il marito Ashik: non potremo restare in Pakistan

Adesso si attendono gli sviluppi di questa drammatica vicenda. In particolare, si aspetta il riesame finale del caso da parte della Corte Suprema, uno dei punti principali dell'accordo del governo con gli estremisti che avevano paralizzato il Paese con tre giorni di manifestazioni violente. Ashiq, il marito di Asia, ha detto: “E’ stato difficilissimo in questi anni stare lontano da mia moglie e soprattutto sapere che stava in quelle terribili condizioni. Ora finalmente la nostra famiglia si riunirà, anche se purtroppo dubito che potremo rimanere in Pakistan".

Due leader estremisti davanti ai giudici il 12 novembre

Intanto, un tribunale pachistano ha accettato una denuncia contro i leader di due partiti estremisti: Khadim Hussain Rizvi, capo di Tehreek-e-Labbaik Pakistan, e Maulana Fazal urman, capo di Jamiat Ulema-e-Islam. Sono accusati di tradimento, minacce contro le più alte cariche dello Stato, i militari e i giudici, e incitamento alla violenza per le proteste seguite all’assoluzione di Asia Bibi. Dovranno comparire in tribunale il 12 novembre.

10 novembre 2018, 14:24