Versione Beta

Cerca

Vatican News

Sud Sudan: vescovi in preghiera nel campo profughi più grande al mondo

In risposta all’invito di Papa Francesco, i vescovi sudanesi hanno visitato il campo profughi di Bidi Bidi, nell’estremo nord-ovest dell’Uganda. Intervista a padre James Oyet Latansio, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan

Claudia Valenti – Città del Vaticano

Nel corso della visita ad limina dello scorso settembre, il Papa ha chiesto ai vescovi di Sudan e Sud Sudan di rivolgere una particolare attenzione ai milioni di profughi loro concittadini, che sono dislocati nei Paesi confinanti o che sono sfollati internamente. Ha quindi sollecitato la Conferenza episcopale a rendere la Chiesa viva tra quei rifugiati e a farla divenire una presenza costante in mezzo a loro.

I vescovi rispondono all’invito del Papa

I vescovi hanno voluto dare subito seguito all’invito papale e hanno organizzato una visita di sei giorni al campo profughi di Bidi Bidi, il più grande insediamento al mondo. “I vescovi – ha dichiarato a Vatican News James Oyet Latansio, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan - hanno risposto all’appello del Santo Padre per essere solidali con il loro popolo, che ha bisogno di pastori. E un pastore – spiega - deve andare incontro al suo popolo, soprattutto se si trova in una situazione di sofferenza, per renderlo forte nella fede e nella speranza”.

"Il Papa ci ricorda che non siamo soli"

La situazione del popolo sud-sudanese è drammatica, sconvolta da una guerra civile terribile e dimenticata, che in cinque anni ha ucciso almeno 50.000 persone, ha causato oltre 2 milioni di sfollati e ha minato lo sviluppo del Paese africano, facendolo sprofondare in una povertà endemica che non trova vie d’uscita. Le parole di Papa Francesco si sono rivelate, in questo contesto trascurato dalla comunità internazionale, davvero molto importanti. “La voce del Papa – ha sottolineato padre Latansio - ha toccato il cuore di tutto il popolo sud sudanese. Ci ha dato la certezza che non siamo soli: c’è il Papa, che prega per noi e che ricorda al mondo di portare la pace in questi luoghi”.

Le difficoltà nel campo profughi

La vita nel campo profughi di Bidi Bidi è difficile e dolorosa. Ci sono 282.000 sfollati, sistemati in alloggi di fortuna, in un’area di 230 chilometri quadrati. “Quando sono stato là – racconta padre Latansio - mi veniva da piangere. Non c’è abbastanza cibo, mancano le cose essenziali per la sopravvivenza. Manca tutto”. Colpiti dalla drammatica situazione, i vescovi hanno pianificato una serie di interventi e hanno richiamato i politici, affinché l’accordo di pace siglato appena un mese fa regga e il Sud Sudan torni a quella tranquillità che permetterebbe a milioni di persone di far ritorno alle proprie case e di ristabilire una vita normale.

Un accordo di pace ancora fragile

Il 12 settembre scorso è stato siglato nella capitale etiope, Addis Abeba, un accordo di pace tra il presidente sud-sudanese Salva Kiir e il leader dei ribelli Riek Machar. “In realtà loro sono pessimisti” afferma Padre Latansio. L’impressione infatti è che questo accordo abbia sciolto alcuni nodi politici, senza però risolvere i problemi che stavano alla base della guerra civile, scoppiata per rivendicazioni etniche legate alla gestione del potere in diversi Stati del Paese. “Noi però aspettiamo fiduciosi – prosegue - e, come Chiesa, ci impegneremo a lavorare con i capi politici affinché questo accordo che hanno firmato non rimanga solo su carta, ma sia firmato nel loro cuore. Speriamo che prima o poi arrivi davvero una pace duratura”.

Ascolta l'intervista a padre Latansio

 

17 ottobre 2018, 13:10