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Il presidente eritreo Isaias Afwerki (a sinistra) e il premier etiopico Abiy Ahmed ( a destra) insieme al re dell'Arabia Saudita Salman Il presidente eritreo Isaias Afwerki (a sinistra) e il premier etiopico Abiy Ahmed ( a destra) insieme al re dell'Arabia Saudita Salman   (ANSA)

Etiopia e Eritrea firmano nuovo accordo di pace in Arabia Saudita

L’intesa, firmata grazie alla mediazione dell’Onu, migliora e rafforza l’accordo del 9 luglio scorso

Marco Guerra – Citta del Vaticano

Eritrea ed Etiopia suggellano il processo di pace, iniziato la scorsa primavera, tramite il nuovo trattato firmato domenica a Gedda, in Arabia Saudita, dai leader dei due Paesi, il presidente eritreo Isaias Afwerki e il premier etiopico Abiy Ahmed.

La firma sotto l’egida dell’Onu

La storico incontro è stato presenziato anche dal re saudita Salman, che ha mediato il processo di pace insieme agli Emirati arabi, dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e dal presidente della Commissione dell'Unione africana, Moussa Faki Mahamat. La firma di ieri è la quarta tappa di un processo di pace che ha preso il via nel 2018, dopo 20 anni di una sanguinosa guerra tra le due nazioni, con un picco di violenze tra il 1998 e il 2000 e circa 500mila vittime e milioni di sfollati. Decisivo il passo dello scorso 9 luglio ad Asmara, nella capitale eritrea: la firma della Dichiarazione congiunta di Pace e Amicizia, con il ripristino delle relazioni diplomatiche.

Marco Cochi: accordo a tutto tondo in sette punti

A Vatican News Marco Cochi, collaboratore di Nigrizia e docente del Master in flussi migratori presso la Link Campus University, ha spiegato che il nuovo trattato è un completamento di quello che è stato ratificato lo scorso luglio e che ha posto ufficialmente fine allo stato di belligeranza:  “il primo accordo era stato strutturato in cinque punti. Quello di ieri, invece, prevede un’intesa su sette punti, come ha dichiarato il ministro degli esteri etiope. Ovviamente questo è un rafforzativo; va a confermare quello che orami è lo stato di distensione, di apertura tra i due Paesi e questi sette punti servono proprio per portare sviluppi significativi alle relazioni a tutto tondo, in tutti i campi, tra l’Etiopia e l’Eritrea. Una testimonianza del fatto che sta spirando un nuovo vento di speranza nel Corno d’Africa”. (Ascolta l'intervista integrale a Marco Cochi

Stretti legami tra i due popoli

Marco Cochi osserva che “i rapporti bilaterali ormai stanno marciando spediti”. “Potrei addirittura arrivare a dire - prosegue Cochi - che sia Asmara sia Addis Abeba stanno avvertendo la necessità concreta di recuperare il tempo perduto”. Il clima di distensione è dimostrato dalla riapertura delle sedi diplomatiche e dalla riattivazione dei voli tra le due capitali.  “Nello spazio di pochissimo tempo sia il premier etiope, Abiy Ahmed, sia il presidente Isaias Afewerki, si sono incontrati ben tre volte” aggiunge ancora Cochi. “Questo testimonia, oltre agli stretti legami geografici culturali e storici, il legame tra le due nazioni, ma soprattutto tra i due popoli, quello eritreo e quello etiope”, conclude il professore della Link Campus University.

17 settembre 2018, 14:16