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Tre giovani pakistani festeggiano il Giorno dell'Indipendenza Tre giovani pakistani festeggiano il Giorno dell'Indipendenza  (AFP or licensors)

La Chiesa al governo del Pakistan: non c’è pace senza diritti

Dopo la festa dell’Indipendenza pakistana, prima che Mran Khan giuri come primo ministro, il prossimo 18 agosto, la Chiesa chiede che il nuovo governo riconosca diritti uguali per tutti

Andrea Gangi – Città del Vaticano

“Un reale cambiamento avverrà solo se la Costituzione verrà emendata e saranno introdotte leggi a favore delle minoranze” afferma padre James Channan, coordinatore regionale della United Religious Initiative. È questa la soluzione contro la crisi che la Chiesa propone al Pakistan, perché “non ci può essere pace" aggiunge il sacerdote  "senza diritti sociali. Solo stando insieme possiamo porre fine all’attuale crisi del Paese. Saremo liberi di sognare cose nuove solo quando avremo risolto gli errori del passato.”.

L’indipendenza come motivo di unione

L’appello della Chiesa giunge dopo il 14 agosto, giorno in cui si festeggia l’indipendenza del Pakistan dalla Gran Bretagna, ottenuta nel 1947, un processo che ha registrato milioni di morti e ha comportato la divisione tra il Pakistan musulmano e l’India induista. In tutto il Paese si sono organizzati grandi festeggiamenti: un motivo in più per ribadire, con le parole di padre Channan, che “solo stando insieme possiamo porre fine all’attuale crisi del Paese”. Per far questo, però, è necessario superare i conflitti e introdurre leggi a favore delle minoranze. Channan fa quindi appello al nuovo governo, affinché tutti possano godere degli stessi diritti”.

Khan al potere

Il messaggio della Chiesa, mandato in onda dalla tv cattolica gestita dall’arcidiocesi di Lahore a poche ore di distanza dalla seduta inaugurale della neo-eletta Assemblea nazionale, si rivolge al governo di Imran Khan, vincitore delle elezioni del 25 luglio che giurerà come primo ministro il 18 agosto. Khan, 66 anni, è stata una leggenda del cricket: ha vinto la coppa del mondo nel 1992 e poi è entrato in politica. Negli anni, la sua popolarità è cresciuta, soprattutto tra i giovani, nonostante su di lui aleggi il sospetto di corruzione. Ricco, con fama da filantropo, Khan finanzia da anni la famosa madrasa Haqqania, scuola coranica sunnita, e nel suo programma c'è tra l'altro, la lotta alla corruzione, la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani e un piano edilizio per i più poveri.

Includere le minoranze

Durante la cerimonia dell’indipendenza, padre James Channan ha espresso le proprie congratulazioni al nuovo esecutivo. Imam musulmani e frati domenicani hanno assistito insieme al canto dell’inno nazionale. Il sacerdote ha affermato: “Chiediamo al nuovo governo di includere nei programmi scolastici anche gli eroi delle minoranze. Il nuovo esecutivo ha davanti a sé molte sfide, ma un reale cambiamento avverrà solo se la Costituzione verrà emendata e saranno introdotte leggi a favore delle minoranze”.

 

16 agosto 2018, 12:16