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Unicef, Sud Sudan: la pace mai vista da milioni di bimbi

Mentre il cessate-il-fuoco vacilla, l’Unicef descrive il dramma di oltre 2 milioni e mezzo di bambini sud sudanesi che dall’indipendenza del 2011 a oggi hanno conosciuto solo abusi, guerre e malnutrizione

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Con un fucile mitragliatore tra mani che dovrebbero stringere un pallone. O se sono più fortunati con un mestolo davanti a una pentola a far da mangiare. E se non lo sono, vittime di abusi ignobili. Non si parla mai troppo dei bambini soldato né si parla, allargando il cerchio, dei bambini in zone di guerra, carne da macello che se non combatte scappa e muore, se non per la violenza per fame e malattie.

Sfruttamento

A parlarne invece con dovizia di cifre è l’Unicef, che si sofferma in un comunicato sulle condizioni dei minori nel Sud Sudan. Già la prima considerazione è agghiacciante: dei  3,4 milioni di bambini nati da quando lo Stato africano, 7 anni fa, è diventato il “Paese più giovane del mondo”, circa “2,6 milioni sono nati in guerra”. Un numero abnorme di piccoli che non ha conosciuto altro che paura, sangue e drammi. “Sebbene dall'inizio dell'anno – informa l’Unicef – siano stati rilasciati 800 bambini da gruppi armati, si stima che 19 mila bambini continuino ad essere utilizzati come combattenti, cuochi e messaggeri e a subire abusi sessuali, rispetto ai 500 bambini utilizzati quando è scoppiato il conflitto nel 2013”.

“ 19 mila bambini continuano a essere utilizzati come combattenti, cuochi e messaggeri e a subire abusi sessuali ”

Senza cibo né studio

E se nel 2014 in 35 su 100 non sapevano da dove sarebbe arrivato il pasto successivo, la percentuale è salita adesso al 60, “con alcune aree del Paese – si legge nel comunicato – a un passo dalla carestia, soprattutto durante la stagione secca”. I tassi di malnutrizione “sono a livelli critici. Più di 1 milione di bambini sono malnutriti, 300 mila dei quali sono gravemente malnutriti e a rischio di morte”. Ovviamente una nazione in guerra si mangia sempre il futuro dei suoi figli. Perché, prosegue l’Unicef, “il conflitto ha anche spinto centinaia di migliaia di bambini fuori dalla scuola, con una scuola su tre danneggiata, distrutta, occupata o chiusa dal 2013”. In altre parole, “più dii 2 milioni di bambini - o più del 70% di coloro che dovrebbero frequentare le lezioni - non ricevono un'istruzione”.

Spazio di manovra a chi soccorre

"Mentre il Sud Sudan compie sette anni, una guerra apparentemente senza fine continua a devastare la vita di milioni di bambini", ha dichiarato Henrietta H. Fore, Direttore generale dell'Unicef, in visita a Juba, Ganiyel e Bentiu. "La firma di un cessate-il-fuoco permanente tra le due principali parti in conflitto a Khartoum il mese scorso, è stato un passo positivo in quello che è stato un processo di pace vacillante. Ora contiamo sulla leadership e sui comandanti per rispettarlo, garantendo al contempo che gli operatori umanitari abbiano accesso illimitato a coloro che ne hanno bisogno".

08 luglio 2018, 13:10