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Il nuovo Presidente del Paraguay Mario Abdo Benitez Il nuovo Presidente del Paraguay Mario Abdo Benitez   (ANSA)

In Paraguay vince Benitez. I vescovi: no alla corruzione

Il nuovo Presidente della Repubblica è Mario Abdo Benítez. Ha ottenuto il 46,49% dei consensi. Per i vescovi la sfida più grande è la “lotta alla corruzione”. Il voto in un clima di insoddisfazione e di apatia per la vita politica del Paese

“È stata una tornata elettorale molto particolare – spiega all’Agenzia Sir Raúl Ricardi, sociologo e docente alla Facultad latinoamericana de Ciencas sociales (Flacso) e all’Universidad Nacional di Asunción – vissuta dalla società paraguagia con apatia, è stata vista come una formalità, con un generalizzato disinteresse per le proposte dei partiti. La gente è scoraggiata e pensa che il voto serva a poco di fronte ai grandi interessi che attanagliano il Paraguay, dai grandi gruppi industriali, alle mafie e al narcotraffico”.

Manca interesse per le classi popolari

La vittoria del Partito Colorado non fa altro che “rafforzare gli interessi settoriali e imprenditoriali, i privilegi concessi ai grandi gruppi, pensiamo alle multinazionali agricole della soia, mentre rischia di proseguire la mancanza di interessi per le classi popolari e l’espulsione dai loro territori delle comunità campesine”. Del resto, il 2% dei proprietari detiene ancora oggi l’85% dei terreni coltivabili.

La Chiesa denuncia il “cancro” della corruzione

Dalla Chiesa paraguagia arriva la voce di mons. Ricardo Jorge Valenzuela Rios, vescovo di Caacupé, il maggiore santuario mariano del Paraguay e uno dei maggiori dell’America Latina. Lo scorso 8 dicembre aveva tenuto nel santuario un’omelia che aveva fatto scalpore, nella quale invocava la necessità di cambiamenti radicali per la società, e aveva denunciato la crisi morale di vasti strati del potere politico e giudiziario.
Mons. Valenzuela ha confermato al Sir nelle ore che precedevano lo spoglio: “La sfida più grande che il Paese si trova ad affrontare è la lotta alla corruzione, che è molto grande e ramificata”, con responsabilità da parte dello Stato e delle istituzioni. “Nel nostro Paese è come un cancro, che lascia indifesa la gente semplice e povera”.

Popolazione stremata dalla povertà

Va ricordato che circa il 10% della popolazione paraguagia vive in povertà estrema, mentre oltre il 20% vive al di sotto della soglia di povertà. Prosegue il vescovo di Caacupé: “Anch’io ho notato in campagna elettorale molto sfiducia da parte della gente, sia verso il partito di Governo, che in alcuni frangenti è stato percepito come proprietario dello Stato e non ha rispettato in molti aspetti la Costituzione, ma anche verso l’opposizione. E tra i candidati c’erano cantanti, artisti, modelli, sportivi… ma c’è invece carenza di politici ‘di razza’, in grado di fare proposte nuove”. (B. Desidera – Agenzia Sir)

 

23 aprile 2018, 12:44