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Marcia contro l'aborto Marcia contro l'aborto  (2018 Getty Images)

Gandolfini: “manifesto su aborto rimosso da chi teme la verità”

Il neurochirurgo leader del Family Day e difensore di famiglia e vita: ”Quel bambino di 11 settimane che nell'immagine del manifesto si succhia il pollice, infastidisce le nostre coscienze intorpidite dal politicamente corretto”

Federico Piana - Città del Vaticano

“Volevo non crederci “. Massimo Gandolfini , neurochirurgo e leader del Family Day, da anni si batte per la difesa della vita e della famiglia. Quando ha appreso la notizia della rimozione del manifesto sull’aborto collocato su un palazzo di via Gregorio VII a Roma, ha sentito il dovere di replicare. “E’ stata un’azione sciocca ed illogica” accusa. Chi ha voluto far pressione sulla Giunta capitolina affinché il mega-poster affisso dall’associazione Pro-Vita fosse oscurato, ha gridato con forza al ‘contenuto lesivo del rispetto dei diritti e libertà individuali’. “Eppure - sostiene Gandolfini - sfido chiunque a trovare nel manifesto qualcosa di lesivo, di offensivo. Non si faceva neanche riferimento alla legge 194. L’immagine di un feto di 11 settimane che si succhia il pollice e le scritte che ricordano come gli organi vitali siano già presenti quale offesa possono arrecare? Quale libertà conculcare? “

Forse a bruciare è la verità che molti vogliono nascondere sotto il manto del politicamente corretto

Massimo Gandolfini va al nocciolo della questione. "L’aborto uccide. E ricordarlo brucia, fa male. E’ un colpo che le coscienze, anestetizzate dal politicamente corretto, preferiscono evitare coprendosi gli occhi". “Con quel manifesto non si voleva mettere in discussone la legge 194. Era un appello alle coscienze. Non dimentichiamoci: abortire vuol dire uccidere un bambino che già ad 11 settimane ha il suo cuoricino pulsante e non è un grumo di cellule. E’ in grado di succhiarsi il pollice!”

Quel manifesto era anche un appello allo Stato: cosa fa per tutelare quel bambino di 11 settimane?

Ma a dar fastidio è stata anche quella domanda sottintesa nella foto gigante del feto che si succhia il pollice: “Fermo restando che la legge 194 chiede la tutela sociale della maternità, cosa sta facendo lo Stato per garantire un bambino che ad 11 settimane ha la sua vita autonoma in evoluzione? E’ questo ciò che ha disturbato. Il manifesto non conteneva verità confessionali ma verità scientifiche. Gli struzzi hanno voluto nascondere la testa sotto la sabbia”.

Lesa la libertà di espressione tutelata dalla Costituzione Italiana

Gandolfini pone un’altra domanda. Come mai, in questo caso, non si è rispettata la Costituzione Italiana la quale prevede la libertà di pensiero e espressione? “Sono le liberà fondamentali di uno Stato democratico. O almeno dovrebbero esserlo. Il manifesto aveva tutte le autorizzazioni. Lo hanno rimosso perché ritenuto ‘aggressivo e violento’. Ma cosa può avere di violento la foto di un bambino che si succhia il pollice? “

Ascolta l'intervista a Gandolfini
09 aprile 2018, 13:10