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Il piccolo Alfie Il piccolo Alfie  (ANSA)

Alfie è morto, una vita per un mondo più umano

Alfie Evans si è spento questa notte. Lo hanno annunciato i due genitori questa mattina. Una vicenda drammatica che ha visto coinvolto Papa Francesco in prima persona

Sergio Centofanti - Città del Vaticano

“Il nostro bambino ha messo le ali stanotte alle 2.30. Abbiamo il cuore spezzato. Grazie a tutti per tutto il vostro sostegno”: con questo post su facebook, Kate James ha annunciato la morte di suo figlio, il piccolo Alfie Evans. Non è arrivato a due anni: li avrebbe compiuti il 9 maggio. Contemporaneamente, il papà Thomas ha scritto: “Il mio gladiatore ha messo giù il suo scudo e ha guadagnato le ali alle 2.30. Totalmente affranto. Ti amo mio ragazzo”.

Ha respirato 4 giorni da solo

Mercoledì scorso 25 aprile, la Corte d’Appello britannica aveva detto il suo ennesimo no al ricorso dei genitori di Alfie che chiedevano il trasferimento del figlio in Italia, per farlo assistere dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’Ospedale del Papa si sarebbe accollato tutte le spese: l’Alder Hey Hospital di Liverpool non avrebbe messo un centesimo. Ci sarebbero tanti perché da spiegare. Papa Francesco aveva chiesto ai suoi di fare il possibile e l’impossibile per trasferirlo. Alle 23.17 di lunedì, i medici gli hanno staccato il ventilatore per farlo morire. Il piccolo ha respirato da solo per poco più di 4 giorni. Colpito da una malattia neuro-degenerativa ancora sconosciuta, per medici e giudici inglesi, Alfie era inutile che continuasse a vivere fino alla sua morte naturale.

Il messaggio di Alfie

Alfie non parlava ma ha fatto e continua a fare un rumore immenso. Gli hanno voluto 'donare' la morte a tutti i costi e lui ci ha regalato tanta vita e amore con l'innocente gentilezza del suo volto. Un giudice ha detto che era così devastato che non poteva sentire nemmeno le carezze della madre: ma noi ci siamo sentiti accarezzati da lui. 

I medici che dovevano curarlo lo hanno fatto morire anzitempo: lui ha cercato di curare la nostra malattia più mortale, l'indifferenza. Alfie era prigioniero, ma ha dato a tanti il coraggio di parlare e agire con libertà. Era il più debole di tutti, ma ha dato una forza incredibile a chi gli vuole bene. La legge è stata molto dura: Alfie ci fa vedere che l'amore è molto più forte della legge. Abbiamo visto una giustizia fredda, ma lui ha fatto sciogliere tanti cuori.

Hanno considerato inutile la sua vita, eppure, Alfie, senza fare nulla, ha coinvolto milioni di persone in una lotta per un mondo più umano. Alfie è diventato un simbolo: la voce di tutti i piccoli del mondo, usati, sfruttati e - se non servono più - scartati. Il nostro mondo utilitarista, se non facciamo qualcosa, scarterà un giorno anche noi: per tutti arriva il momento di chiedere di essere amati e salvati nella propria inutile debolezza.

È stato schiacciato dalla violenza dei potenti, ma ci insegna a rispondere con uno spirito mite e fermo. Il mistero della vita lo comprende solo Dio: Alfie ci ha fatto intravedere un raggio di questo mistero. Alfie è follia e scandalo per alcuni: ci ricorda Colui che è stato crocifisso. Ci ricorda il giudizio finale: “Avevo fame e voi mi avete dato da mangiare … ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”. In tanti abbiamo pregato per Alfie: ora è lui che prega per noi.

28 aprile 2018, 08:38