Cerca

Vatican News
Tempesta tropicale nelle Filippine Tempesta tropicale nelle Filippine  (AFP or licensors)

Tempesta tropicale nelle Filippine: oltre 200 morti, villaggio sepolto da frana

La tempesta tropicale “Tembin” ha colpito il Sud delle Filippine: i morti accertati sono finora oltre 180, ma è un bilancio destinato drammaticamente a salire perché ci sono decine di dispersi

Nelle Filippine continua ad aumentare il bilancio dei morti per il passaggio della tempesta tropicale “Tembin” che con venti fino a 80km orari ha colpito il Sud del Paese. Secondo fonti ufficiali i morti sono oltre 180, ma ci sono altrettanti dispersi. La maggior parte delle vittime si sono registrate nelle province di Lanao del Norte e Lanao del Sur e nella penisola Zamboanga, nell’Isola di Mindanao, ha precisato l'agenzia della Protezione civile locale.

Villaggio sepolto da una frana
Squadre di soccorritori sono al lavoro insieme a soldati, poliziotti e volontari alla ricerca di sopravvissuti, ma anche per ripristinare la corrente elettrica e ripulire le strade dai detriti e far riprendere le comunicazioni. Migliaia di persone sono state scortate nei ripari di emergenza. I collegamenti marittimi ed aerei sono stati cancellati a causa del mare in tempesta e dei forti venti. Le due città maggiormente colpite sono Tubod e Piagapo dove una decina di case sono state travolte dai massi. "Stiamo cerando di verificare le notizie relative a un villaggio agricolo sepolto da una frana di fango", ha detto Ryan Cabus, un funzionario della città di Tubod.

La testimonianza di un missionario del Pime
Contattato da AsiaNews, padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pime, che si trova proprio a Mindanao, riferisce: “Non ci aspettavamo una devastazione di questa portata. Diverse zone sono allagate, le case vicino al fiume sono state trascinate via dell’inondazione. Purtroppo queste sono le conseguenze negative del cambiamento climatico”. Le Filippine sono flagellate da almeno 20 cicloni ogni anno, di cui uno solo la scorsa settimana. Ma Mindanao, la seconda isola dell’arcipelago dove vivono circa 20 milioni di abitanti, di rado è investista da piogge così violente. Rappresentanti del governo fanno sapere che almeno 12mila persone sono sfollate.

Disastro è conseguenza dello sfruttamento indiscriminato del territorio
Padre D’Ambra spiega che “di norma i cicloni investono la parte settentrionale delle Filippine, non la zona meridionale di Mindanao”. Poi denuncia: “La cosa che fa riflettere è che le zone dove il disastro ha fatto più danni sono proprio quelle in cui da anni si scavano miniere, che estraggono in maniera indiscriminata le risorse del sottosuolo e distruggono l’ambiente. Per esempio, nella zona di Siocon [nella parte settentrionale dell’isola], il letto del fiume è quasi scomparso a causa dello sversamento dei detriti delle miniere. Quindi quando si verificano questi acquazzoni, l’acqua si sparge dappertutto invece di incanalarsi nel letto del fiume”. “Spero che il governo – conclude – rifletta in maniera seria sulla protezione dell’ambiente e non conceda più alle compagnie minerarie di sfruttare senza criterio il suolo ricco di zinco e oro. Questo è il prezzo che si paga”.

Photogallery

Le immagini della tempesta tropicale nelle Filippine
23 dicembre 2017, 18:33