Versione Beta

Cerca

VaticanNews
Madagascar: disinfestazione contro la peste Madagascar: disinfestazione contro la peste  (AFP or licensors)

Allarme peste in Madagascar. Un missionario: troppa povertà

È di nuovo allarme peste in Madagascar. Oltre 40 persone sono morte negli ultimi due mesi per un’epidemia di peste particolarmente aggressiva

di Giada Aquilino

È di nuovo allarme peste in Madagascar. Oltre 40 persone sono mortenegli ultimi due mesi per un’epidemia di peste particolarmente aggressiva. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) circa 230 sarebbero i contagiati. L’agenzia dell’Onu ha provveduto a consegnare alle autorità di Antananarivo più di un milione di dosi di antibiotici.

Da un quarantennio, la peste riappare ciclicamente nel Paese africano, generalmente da ottobre a marzo, ma di norma si registrano 400 casi l'anno. L’epidemia ritorna annualmente perché “c’è il grande problema dell’igiene, assieme a quello della povertà e della miseria e poi il servizio offerto dalla sanità è ancora molto carente”, riferisce padre Bruno Dall’Acqua, missionario carmelitano a Mahajanga, nel nord del Madagascar. In prima persona e grazie anche all'aiuto della Conferenza episcopale italiana, porta avanti il progetto di aprire il prossimo anno un ospedale dedicato a San Giovanni Paolo II, per “offrire quei servizi che non ci sono e dare la possibilità di curarsi a chi non può permetterselo”.

L'epidemia attuale di peste è soprattutto polmonare, la forma più micidiale: è capace - riferiscono gli esperti - di uccidere in 24 ore e si trasmette tossendo. Padre Bruno riferisce come nella sua zona risultino esserci “otto casi sotto osservazione”, ma non si tratterebbe di peste polmonare, bensì di “quella data da insetti, da pidocchi”.

Sono state colpite aree urbane, circostanza che preoccupa gli operatori a lavoro. Per ragioni di sicurezza, è stato stabilito il divieto di riunioni pubbliche particolarmente affollate e sono state sospese le visite ai detenuti nelle regioni di Antsinanana, nell’est, e di Analamanga, che ospita la capitale. Il missionario racconta di controlli in aeroporto, spiegando che nelle zone colpite “le scuole sono sospese da tre giorni”, per evitare possibili contagi tra i ragazzi.

01 ottobre 2017, 20:10