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La celebrazione della luce di pace di Betlemme e delle luci di Hanukkah all’Università Cattolica di Lublino in Polonia La celebrazione della luce di pace di Betlemme e delle luci di Hanukkah all’Università Cattolica di Lublino in Polonia

A Lublino un evento di dialogo e speranza tra ebrei e cristiani per Hanukkah

Il Centro per le Relazioni Cattolico-Ebraiche Abraham J. Heschel dell'Università Cattolica Giovanni Paolo II ha organizzato un appuntamento dal titolo "Nel bagliore della luce della pace di Betlemme e delle luci di Hanukkah", in occasione della festività ebraica. Un momento di canti, preghiere, saluti, alla presenza di rappresentanti della Chiesa cattolica e della comunità ebraica, del personale dell'Ateneo e di cittadini

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Le parole di Papa Francesco all'Angelus del 26 dicembre scorso che, in occasione della Festa delle Luci – Hanukkah, ha rivolto "cordiali auguri di pace e fraternità" i “fratelli e sorelle ebrei nel mondo”, ha aperto l'evento di ieri a Lublino "Nel bagliore della luce della pace di Betlemme e delle luci di Hanukkah", organizzato dal Centro per le Relazioni Cattolico-Ebraiche Abraham J. Heschel dell'Università Cattolica Giovanni Paolo II (KUL). Ad esso hanno preso parte monsignor Mieczysław Cisło, vescovo ausiliare di Lublino e rettore del Seminario Maggiore, insieme al rappresentante della comunità ebraica, Symcha Keller, oltre a rappresentanti della Chiesa cattolica, della comunità ebraica, professori e dipendenti della KUL, rappresentanti dei media e residenti della città.

Canti, preghiere, saluti

A tutti i presenti è giunto il saluto del cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e membro del Comitato d'Onore del Centro per le Relazioni Cattolico-Ebraiche della KUL. "La luce di Betlemme e la luce di Hanukkah, che per la terza volta sono ospitate insieme all'Università Cattolica di Lublino, costituiscono un simbolo eloquente del dialogo cattolico-ebraico, esemplificato dal nostro patrono e docente San Giovanni Paolo II", ha sottolineato il professor Mirosław Kalinowski, rettore dell'Università, in un messaggio letto in apertura, in cui ha auspicato che "la luce di Betlemme e la luce di Hanukkah portino speranza nel 2025". Monsignor Cisło, già presidente del Comitato della Conferenza Episcopale polacca per il Dialogo con l'Ebraismo negli anni 2006-2016, ha recitato una preghiera introduttiva in cui ha fatto riferimento al motto dell'Anno giubilare appena iniziato nella Chiesa cattolica: "La speranza non delude". 

Symcha Keller, rappresentante della comunità ebraica, ha invece arricchito la cerimonia. "Condividiamo i rituali, ma ciò non significa che le nostre differenze siano negative. L'uomo porta in sé la luce che oggi si irradia da due fonti. Sono la Hanukkah e la fiamma della Luce della Pace di Betlemme", ha detto. Canti sono stati intonati durante l'appuntamento anche da cantori della comunità ebraica e del Cammino Neocatecumenale. Proprio alla diffusa realtà ecclesiale gli organizzatori hanno espresso sincera gratitudine per la costante presenza e partecipazione all'evento che unisce le due religioni e le due culture.

Valori comuni

A nome degli organizzatori, don Paweł Rytel-Adrianik, direttore del Centro Heschel della KUL e responsabile della sezione polacca dei media vaticani, ha poi sottolineato che l'unione della Luce della Pace di Betlemme con la Luce di Hanukkah ha una dimensione simbolica e ha richiamato l'attenzione sui valori comuni di pace, speranza e cooperazione tra ebrei e cristiani. "L'accensione dell'ultima candela di Hanukkah in presenza della Luce della Pace di Betlemme è espressione del dialogo cristiano-ebraico a cui aveva fatto appello San Giovanni Paolo II", ha detto.  Anche la professoressa Susanna Heschel, figlia del rabbino Abraham Joshua Heschel, ha indirizzato una lettera ai partecipanti, in cui - riferendosi alle parole del Salmo 119: “La tua parola è lampada ai miei passi e luce sul mio cammino” - ha sottolineato che "man mano che la nostra fede si approfondisce, la Parola di Dio diventa la nostra lampada". Heschel ha osservato che il tempo di Hanukkah è "una settimana di rinnovamento religioso per ridedicarci alla nostra fede, un tempo per avvicinarci a Dio".

Genesi di Hanukkah

La parola Hanukkah significa letteralmente "dedizione o consacrazione". La fsta commemora uno dei più grandi miracoli della storia di Israele, ovvero quando gli ebrei ottennero la vittoria sui greci nel II secolo a.C e furono incaricati di purificare il tempio di Gerusalemme dagli idoli pagani e riconsacrarlo al Dio di Israele. Avevano a disposizione allora solo una piccola quantità di olio, che consentiva alla lampada principale, la Menorah, di bruciare per un solo giorno. Ma accadde un miracolo e la luce bruciò per otto giorni. A quel tempo, ci volevano otto giorni per preparare l'olio ritualmente puro. Per commemorare questo evento, si tiene quindi un rituale di illuminazione di luci, candele o lampade a olio, poste su uno speciale candeliere chiamato Hanukkah. È una festa gioiosa e che si celebra in famiglia.

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02 gennaio 2025, 12:50
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