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Cattedrale maronita di Aleppo in Siria illuminata di rosso nell'ambito della Red Week di Aid to the Church in Need contro la persecuzione dei cristiani Cattedrale maronita di Aleppo in Siria illuminata di rosso nell'ambito della Red Week di Aid to the Church in Need contro la persecuzione dei cristiani 

Siria, la Via Crucis dei cristiani che aspettano la Pasqua

Povertà, insicurezza e mancanza di prospettive affliggono i giovani i cristiani che continuano a fuggire verso l’Occidente, ma la Chiesa locale rinnova l’impegno per la pacificazione e la stabilità. Il vicario apostolico dei Latini, padre Girgis, ricorda che i cristiani sono una parte fondamentale delle società del Medio Oriente e invita tutti a non rimanere indifferenti

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Ogni giorno percorriamo la nostra Via Crucis, per noi è sempre Quaresima, aspettiamo con gioia la Pasqua e festeggeremo domenica e lunedì, ma da martedì ci ritroveremo ad affrontare ancora tutti i problemi della Siria”. È una passione intrisa di dolore e speranza quella dei cristiani del Medio Oriente, che viene raccontata da padre Raymond Girgis, appena nominato nuovo visitatore generale della Sacra Famiglia della provincia francescana in Egitto.

La visita ai francescani d’Egitto

Il religioso siriano è anche vicario apostolico della Chiesa latina in Siria e continua a vivere ad Aleppo, dove tutti i giorni opera con i cristiani ma anche con i musulmani, per creare un nuovo clima di armonia, dopo oltre un decennio di guerra. Padre Girges parla con Vatican News mentre sta preparando il suo primo viaggio da visitatore generale presso i frati minori in Egitto, terra che ha conosciuto e vissuto da giovane studente.  Il suo compito, come da statuto della Sacra Famiglia Francescana, sarà quello di “stimolare nei francescani d’Egitto una vita conforme allo spirito di fraternità e raccomandare ciò che, a seconda del luogo e del tempo, giova alla testimonianza di fede di tutto l’ordine”.

Fermare la fuga dei giovani

Siria e Egitto sono due terre che hanno fatto da culla alla Chiesa cristiana e che possono vantare una presenza storica della famiglia francescana. “Prima i franti minori d’Egitto facevano parte della Custodia di Terra Santa”, sottolinea il nuovo visitatore generale, che si sofferma poi sul dolore e la sofferenza che accumunano i due popoli. “In Siria la nostra vita è una Via Crucis verso la Pasqua, ogni giorno viviamo problemi di ogni tipo e a molte famiglie manca anche un semplice soffio di speranza” racconta il vicario apostolico, secondo il quale tra le persone aumenta il desiderio di lasciare il Paese per rifugiarsi in Occidente. “Non si vedono soluzioni concrete e i giovani trovano l’unica via d’uscita nella fuga dalla Siria, rischiamo di restare senza nuove generazioni”, prosegue Girgis nel suo grido di allarme, “l’esodo continua, anche le ragazze si preparano a partire, come Chiesa ci chiediamo cosa possiamo fare, diamo aiuti materiali di ogni tipo, ma non è sufficiente a far cambiare loro idea, la speranza è legata ai giovani, dove ci sono loro c’è un futuro per la Chiesa”.

Ascolta l'intervista a padre Girgis

Cristiani ponte tra culture

La mancanza di giovani rischia quindi di strappare ancora di più il tessuto sociale siriano, perché, spiega ancora il religioso francescano, la comunità cristiana viene privata delle forze vitali. “Noi cristiani orientali siamo il ponte tra il mondo arabo musulmano e l’Occidente – aggiunge – questo è il nostro compito, noi stiamo portando avanti molti progetti con i musulmani e con questo impegno diciamo loro che vogliamo restare qui in Siria e dare un messaggio di pace e speranza”. “Cristo ci ha fatto nascere qui – prosegue -, e fuggire non è la soluzione, per questo dobbiamo capire che la nostra missione non è solo portare il pane ma anche la parola di Dio”.

L’ecumenismo della sofferenza

Guardando all’Egitto, padre Raymond Girgis parla infine di “un ecumenismo dei problemi” tra cattolici, copti, ortodossi e protestanti. Sostiene inoltre che per risolvere questi problemi le diverse comunità cristiane devono porsi come stella polare la “dignità della persona”, “i problemi sociali ed economici toccano tutti, anche i musulmani, non possiamo permetterci di essere neutri ed indifferenti, dobbiamo essere parte della società e dare delle risposte”. Infine padre Girgis si rivolge agli europei ricordando che la presenza dei cristiani in Medio Oriente è fondamentale per l’equilibrio di tutta la regione.

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29 marzo 2024, 09:38