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2021.07.25 Santa Messa nella Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Piccole Sorelle dei Poveri, un'opera di Vangelo attraverso la cura degli anziani

“Non è bene che l’uomo sia solo”, è il titolo del messaggio di Francesco per la XXXII Giornata Mondiale del Malato dello scorso 11 febbraio. E c’è chi ha fatto di queste parole una vera e propria ragione di vita, come la congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri che all’interno delle loro case accolgono e aiutano anziani poveri e soli. “In ognuno di loro per noi c’è Gesù”, spiega suor Rosemary Rese, della comunità di Roma

Marina Tomarro - Città del Vaticano

C’è un luogo nel cuore di Roma che è un posto dove la carità diventa concreta, il Vangelo si trasforma in carne viva da accudire, amare, accompagnare nell’incontro ultimo con il Signore. È la casa delle Piccole Sorelle dei Poveri, che nella capitale si trova vicino la monumentale basilica di San Pietro in Vincoli. Ogni giorno in questo luogo le suore, senza mai stancarsi, accudiscono persone anziane rimaste sole e povere che rischierebbero altrimenti di passare i loro ultimi anni in situazioni di estrema degenza o, nei casi peggiori, in strada.

Una cura che arriva al cuore

“Noi lavoriamo con gli anziani – spiega suor Rosemary Rese, della comunità delle Piccole Sorelle di Roma – viviamo con loro, e cerchiamo di aiutarli in quei bisogni che non sempre riescono ad esprimere con le parole. La nostra vicinanza li fa sentire curati non solo fisicamente ma anche spiritualmente. Non tutti i nostri ospiti sono uguali, alcuni sono più attivi e partecipano ai momenti comunitari, come i pasti o la Messa, altri invece si chiudono in solitudine, e noi dobbiamo prenderci cura anche di loro, cercando di rispettare questa scelta. Tentiamo di condividere con loro non solo i problemi, ma anche quei momenti di gioia che la vita ancora offre”.

Ascolta l'intervista a suor Rosemary Rese

Una vita tra i poveri e soli

Fondatrice di questa congregazione è stata Santa Giovanna Jugan, che nella cittadina francese di Saint-Pern, nella metà dell'800, iniziò a prendersi cura degli anziani più poveri. “Una notte d’inverno – racconta suor Rosemary – vide sotto casa sua una donna molto anziana e cieca che stava per morire assiderata dal freddo. La portò su da lei, la curò e questa fu la prima ospite ad essere accolta. Subito dopo, furono accolte altre persone bisognose e intanto si formava anche una piccola comunità di volontarie a darle una mano. Nel giro di pochi anni queste comunità si sono diffuse in tutta la Francia. Purtroppo ad un certo punto la nostra fondatrice fu messa da parte, ma continuò la sua opera evangelizzatrice soprattutto tra le novizie”.  Nonostante le difficoltà, il carisma di Santa Giovanna Jugan non si fermò ma, anzi, attraversò l'Oceano giungendo fino ai giorni nostri. “Quando veniamo consacrate – continua la suora -  noi prendiamo un quarto voto: quello dell’ospitalità. Lo viviamo proprio nelle case con gli anziani, per questo noi chiediamo a San Giuseppe la provvidenza per sostenere il nostro lavoro, e aiutare queste persone!”.  Infatti le suore vivono esclusivamente di ciò che fa arrivare loro la Provvidenza, andando tutte le domeniche in differenti parrocchie per raccontare la loro storia e raccogliere qualche offerta. “Siamo accolte sempre con tanto amore - dice commossa suor Rosemary – e di questo siamo tanto grate prima di tutto al Signore, poi ai bravi parroci e alle tante persone di buon cuore che non ci fanno mancare nulla”.

Portaci con te davanti al Signore

Gli anziani accolti spesso sono completamente soli, oppure non hanno più rapporti con la famiglia d’origine; in quei casi le suore cercano anche di aiutare a riallacciare legami spezzati da liti e mai più ricuciti. “Non è facile – racconta – noi ci proviamo, in qualche caso le cose finiscono bene, in altri no. Noi cerchiamo di donare loro quella serenità che a volte non hanno avuto nella vita e soprattutto abbiamo il privilegio di stare accanto a loro negli ultimi momenti. Prima che spirino diciamo come accompagno: portaci con te dal Signore che stai per incontrare, e siamo sicure che ognuno di loro ci ha portate davvero davanti a Dio, perché i doni che riceviamo ogni giorno sono la prova tangibile della sua bontà”

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17 gennaio 2024, 08:00