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I salesiani offrono un'educazione ai bambini di Santo Domingo I salesiani offrono un'educazione ai bambini di Santo Domingo 

Canillitas, il documentario salesiano che dà voce ai minori vittime di sfruttamento

Sono 340mila i bambini che lavorano nella Repubblica Domenicana. La loro tragica condizione è ciò che ha spinto la Congregazione Salesiana ad intervenire, avviando progetti sul campo e producendo un documentario che racconta la piaga del lavoro minorile, in prima visione il 26 settembre nel Campo Santo Teutonico in Vaticano

Luana Foti e Camilla Dionisi - Città del Vaticano

“Sono Moisés, ho 14 anni e a Santo Domingo pulivo le scarpe della gente per strada...". Quella di Moisés è solo una delle drammatiche storie che vengono raccontate nel documentario Canillitas, proiettato per la prima volta oggi, martedì 26 settembre, presso la Sala Benedetto XVI nel Campo Santo Teutonico in Vaticano. È ambientato in Repubblica Domenicana, e al centro c’è la testimonianza della piaga dello sfruttamento dei minori, costretti a lavorare per sopravvivere alla povertà e alla violenza e per garantire un futuro alle loro famiglie. Ad accompagnare Moisés alla proiezione, ci sono Alberto López Herrero, portavoce del Dipartimento di Comunicazione di Misiones Salesianas e produttore del documentario, Juan Linares, missionario salesiano a Santo Domingo e Karen Montàs, educatrice e direttrice esecutiva del programma “Canillitas con Don Bosco”. Ora sono tutti a Roma per partecipare alla proiezione del documentario e per tenere insieme la tavola rotonda che ne seguirà.

Ascolta l'intervista con Moisés

La storia di Moisés

I salesiani operano in più di 130 Paesi e lavorano per aiutare e salvare i bambini dallo sfruttamento offrendo loro un’educazione. In più, hanno avviato il primo progetto nella Repubblica Domenicana che a breve compirà 38 anni, chiamato Canillitas con Don Bosco. Il documentario è nato proprio a seguito della loro esperienza sul campo e racconta la storia di sei minori protagonisti e di un missionario, fondatore del programma sul posto, e degli educatori che accompagnano i bambini. Moisés è uno dei protagonisti del documentario che racconta che il sabato e la domenica, dalle 8 di mattina alle 19 della sera, girava per le strade del suo quartiere, La Ciénaga, nella Repubblica Domenicana, portando sulle spalle una cassa di legno con i prodotti che gli servivano per fare il lustrascarpe. “Mi è piaciuto molto girare il documentario – spiega Moisés al telefono con i media vaticani – perché racconta chi sono, cosa ho vissuto, come vivo, dove vivo e come pulisco le scarpe”. Fa questo lavoro per aiutare la nonna dice, e la madre, “così che possa comprare quello che serve per la casa”. Racconta che da grande vuole fare l’artista, il cantante e l’avvocato, “anche se prima volevo fare il dottore”.

I bambini aiutati dai salesiani
I bambini aiutati dai salesiani

Lo sfruttamento minorile: una problematica invisibile

Il titolo del documentario, spiega il produttore Alberto López Herrero, deriva dalla parola “canillitas”, appellativo con il quale vengono chiamati i bambini che provano a guadagnarsi da vivere per loro e le loro famiglie, muovendo “las canillas”, ovvero le gambe, in molti Paesi latino-americani. “Noi realizziamo un documentario ogni due anni – riferisce López a Vatican News – ambientato in un Paese diverso del mondo per informare, denunciare e sensibilizzare su un particolare diritto violato dell’infanzia. Questa parola ha anche dato il nome al primo progetto salesiano avviato nella Repubblica Domenicana che a breve compirà 38 anni, “Canillitas con Don Bosco”. Spiega López che quando parliamo di lavoro minorile pensiamo solitamente alle fabbriche in India o in Asia o alle miniere in Colombia però è una problematica più vicina a noi di quello che pensiamo anche se nella maggior parte dei casi rimane invisibile. “Anche nel nostro mondo, definito erroneamente sviluppato, ci sono situazioni di lavoro minorile: molti bambini, tra cui migranti, vengono sottomessi a questo tipo di sfruttamento, trovandosi talvolta in una condizione di schiavitù”.

L’esperienza dei salesiani sul campo

Juan Linares, missionario salesiano a Santo Domingo, ha coordinato il lavoro con i bambini che vivono o lavorano in strada. La sua esperienza lo ha messo in contatto con una dura realtà ma ha gettato le basi per un progetto diretto sul campo, al fine di garantire un futuro per questi bambini. “Ho un ricordo forte dell’esperienza cruda che vivono questi minori", racconta il missionario. "Come salesiani, di fronte a queste grida, non siamo potuti rimanere in silenzio. Così è nato il progetto Canillitas con Don Bosco a Santo Domingo. Ogni mattina questi bambini andavano in strada a vendere i prodotti e abbiamo pensato per loro un piano di accompagnamento, soprattutto nella prospettiva di un loro sviluppo completo per il futuro. Prima – continua Linares – abbiamo conosciuto la loro realtà, dove vivevano e quello che facevano. Abbiamo anche studiato il livello della scolarizzazione come elemento primario al fine di mettere in piedi un progetto integrale basato sulla ricerca, sull’accoglienza, sulla socializzazione e sull’accompagnamento: vogliamo arrivare alla realizzazione di un progetto di vita per i bambini e a un compromesso sociopolitico. Questa è stata la nostra esperienza che si è moltiplicata poi in altri centri”.

Linares ha notato dei cambiamenti nel corso del tempo: l’obiettivo era quello di avere un’influenza politica ed effettivamente è riuscito a partecipare alle riunioni in cui si stabilivano i fondi destinati a progetti governativi a tutela dei minori. I salesiani hanno agito anche nel contesto sociale, in particolare in quello imprenditoriale, affinché la società venisse coinvolta il più possibile. “Ho iniziato questo progetto nel 1985 – racconta – e a quell’epoca mezzo milione di bambini lavoravano. Ad oggi sono 340 mila: il numero è diminuito. Si tratta dunque di rendere visibile il più possibile questa realtà perché è possibile sradicare il lavoro infantile, soprattutto se c’è una buona educazione sull’argomento. Per informarsi, noi offriamo il sistema preventivo di Don Bosco, che si basa principalmente sull’empatia nei confronti dei bambini. Alla fine – conclude il missionario – siamo riusciti a scrivere molte storie con un lieto fine e continuiamo a farlo”.

I missionari salesiani con i bambini a Santo Domingo
I missionari salesiani con i bambini a Santo Domingo
Ascolta il commento di Karen Montàs

I mezzi per combattere il lavoro minorile

Portare avanti il progetto Canillitas con Don Bosco a Santo Domingo non è esente da ostacoli. Come racconta la direttrice Karen Montàs, uno di questi è farsi accettare dalle famiglie perché la partecipazione dei bambini ai programmi del centro significa per loro meno ore di lavoro in strada e questo ha un impatto negativo sulle entrate complessive della famiglia. “Per questo – spiega Montàs – abbiamo prima dovuto far capire loro che i bambini non devono stare in strada a lavorare ma a studiare e che sono gli adulti a doversi assumere la responsabilità di mantenere la famiglia”. Per questo, aiutano gli adulti ad acquisire nuove competenze che gli permettano di trovare occupazioni migliori per poter aumentare il reddito familiare. Un’altra difficoltà è con i bambini: “Loro sentono la necessità di aiutare le loro famiglie andando a lavorare - sottolinea Karen - per questo dobbiamo occupare il loro tempo libero dopo la scuola con corsi di arte e attività sportive. Infine, non è facile trovare le risorse affinché il progetto sia sostenibile”. Montàs, inoltre, spiega come combattere le diseguaglianze sociali e il lavoro minorile. Al centro c’è proprio l’educazione. “Occorre educare le persone e i bambini affinché non rimangano in situazioni di povertà”, afferma la direttrice. “È anche necessario lavorare con la società affinché gli imprenditori non assumano i bambini perché meno costoso. Bisogna, infine, far passare delle leggi mirate perché il lavoro infantile può essere sradicato con politiche pubbliche che garantiscono i diritti fondamentali ai bambini”.

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26 settembre 2023, 11:14