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Firma di una dichiarazione congiunta nell'80° anniversario del massacro di Volinia (foto di Tasiemski) Firma di una dichiarazione congiunta nell'80° anniversario del massacro di Volinia (foto di Tasiemski) 

A Varsavia un nuovo capitolo per la riconciliazione polacco-ucraina

Nella capitale della Polonia, la cerimonia per l'80esimo anniversario di una serie di massacri avvenuti ai danni di civili polacchi nella regione di Volinia tra il '43 e il '45. Il presidente dell’episcopato polacco, l'arcivescovo Gądecki e l'arcivescovo Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, firmano una dichiarazione congiunta per sottolineare la volontà reciproca di perdono e di riconciliazione che la guerra in corso in Ucraina rende ancora più sentita e necessaria

Don Paweł Rytel-Andrianik – Varsavia

“Veniamo qui con il difficile tema del perdono per i crimini commessi 80 anni fa in Volinia e con un grande desiderio di riconciliare i nostri popoli”. L'arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente dell’episcopato polacco, si è espresso con queste parole durante la celebrazione di 'perdono e riconciliazione' che si è tenuta ieri, venerdì 7 luglio, a Varsavia, in Polonia. Insieme a lui l'arcivescovo Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, che ha affermato: “Le circostanze causate dalla guerra hanno creato paradossalmente nuove opportunità per andare avanti in questo processo”. Presenti alla cerimonia i vescovi greco-cattolici e latini della Polonia come anche il presidente della Conferenza episcopale ucraina, monsignor Vitaly Skomarovsky.

Chiediamo il perdono prima di tutto a Dio 

Introducendo la celebrazione, l’arcivescovo Gądecki ha osservato che “è impossibile giungere all’unità senza fare riferimento alla verità e senza chiamare per nome il genocidio della popolazione polacca in Volinia”. Ha inoltre detto che “per un processo di riconciliazione efficace e duraturo, la verità su questo genocidio deve trovare spazio nei programmi educativi dei due Paesi”. Sottolineando l'importanza del processo di riconciliazione e di perdono, il presule polacco ha aggiunto: “Il perdono lo chiediamo innanzitutto al Padre celeste, perché Egli soffre di più quando i suoi figli, pur essendo diventati fratelli e sorelle attraverso il Battesimo, si infliggono dolore l'un l'altro e uccidono persino gli innocenti. Il Suo amore paterno, rivelato in Gesù Cristo, nostro Salvatore, guarisce le nostre ferite e ci permette a nostra volta di perdonare”.

Gli arcivescovi Shevchuk e Gądecki alla celebrazione dell'anniversario a Varsavia (Foto di Tasiemski)
Gli arcivescovi Shevchuk e Gądecki alla celebrazione dell'anniversario a Varsavia (Foto di Tasiemski)

Un messaggio congiunto di riconciliazione

L'arcivescovo Gądecki e l’arcivescovo Shevchuk, a nome delle rispettive Chiese, hanno quindi firmato un messaggio congiunto in cui sottolineano che l’aggressione russa contro l’Ucraina “ci fa capire nuovamente che la riconciliazione tra i nostri popoli e la cooperazione tra una Polonia libera e un’Ucraina libera sono condizioni essenziali per la pace nella nostra parte d’Europa, (...) altrimenti sarà sempre ‘la terza parte’ a giocare la partita”. Ricordando le parole di san Giovanni Paolo II pronunciate a Leopoli, in Ucraina, nel 2001, i due arcivescovi hanno riconosciuto che il processo di riconciliazione non consiste nel dimenticare, ma nel superare il male del passato, affinché tutti siano pronti a mettere ciò che unisce al di sopra di ciò che divide, e hanno lanciato un appello: “Oggi, dopo la scoperta delle fosse comuni a Bucha, Irpin o Hostomel', tutti comprendiamo quanto sia importante dare un nome inequivocabile ai responsabili, riesumare le vittime, rispettare il loro diritto a una sepoltura dignitosa e alla memoria”.

“Ti perdono e ti chiedo perdono”

Al termine della liturgia, Shevchuk ha affermato: “Il massacro di Volinia rappresenta una tragedia per entrambi i popoli. Sia la parte polacca che quella ucraina devono affrontare i loro traumi e le loro ferite derivanti dalle sofferenze subite". "San Giovanni Paolo II - ha rammentato - ha parlato del perdono come di un balsamo che lenisce il dolore e si riversa sulle nostre ferite. Dovremmo costantemente dirci l'un l'altro: 'Ti perdono e ti chiedo perdono'. Questo processo - ha sottolineato Shevchuk - deve avvenire sia da parte polacca sia da parte ucraina”. E ha proseguito: “Quello che è successo nell'ultimo anno, quando i polacchi hanno aperto i loro cuori e le loro case ai rifugiati dell'Ucraina, è qualcosa di straordinario. I risentimenti di un tempo sono scomparsi e al loro posto è nata la possibilità di amicizie personali. Posso dire lo stesso per la parte ucraina. Il popolo ucraino sente che i polacchi sono i suoi migliori amici".

Pellegrinaggio di riconciliazione e ricordo delle vittime

Al termine della cerimonia a Varsavia, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina e i presidenti degli episcopati di Polonia e Ucraina si sono recati in un 'pellegrinaggio di perdono e riconciliazione' nella regione di Volinia. Oggi, 8 luglio, Gądecki ha presieduto una Messa a Parośl, dove nel febbraio del 1943 ha avuto inizio il massacro di Volinia con l’uccisione di circa 150 polacchi da parte dei nazionalisti ucraini. Domenica 9 luglio, nella cattedrale cattolica romana di Lutsk, si svolgerà invece una commemorazione in ucraino e polacco per le vittime dell'eccidio presieduta dall’arcivescovo monsignor Visvaldas Kulbokas, nunzio apostolico in Ucraina, con la partecipazione degli arcivescovi Shevchuk e Gądecki, del vescovo Skomarovsky e del metropolita di Kyiv e capo della Chiesa ortodossa ucraina, Epifanio.

Il massacro di Volinia

Tra il 1943 e il 1945, in oltre 1.860 località della Volinia, regione attualmente in Ucraina ma territorio polacco prima della Seconda Guerra mondiale, furono compiuti omicidi di massa di civili polacchi. Come risulta dagli stessi documenti degli autori del massacro - l'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, frazione di Stepan Bandera (OUN-B) e il suo braccio armato, l'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) – lo sterminio era stato pianificato come una "operazione anti-polacca" nella quale si stima che siano state uccise circa 80 mila persone. A fronte di questo, rimangono anche diverse testimonianze di ucraini che hanno aiutato i loro vicini polacchi in pericolo di vita.

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08 luglio 2023, 14:18