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Le Misericordie guardano al mondo con la carità di Cristo

Aperto a Roma dal presidente della Cei, cardinale Bassetti, il Sinodo delle Misericordie d'Italia. Un cammino di 'RigenerAzione" per affrontare i problemi della società di oggi, richiamando l'identità cristiana del movimento. Il presidente nazionale Giani: "Vogliamo essere testimoni della cultura del servizio alla persona"

Luca Collodi - Città del Vaticano

E' iniziato ieri a Roma, nella Chiesa di San Salvatore in Lauro, con una messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, il percorso sinodale di "RigenerAzione" delle Misericordie d'Italia. Nell'omelia, il presidente della Chiesa italiana, ha richiamato l'identità cristiana delle Misericordie. "Nessuno di noi può dirsi immune dalla tentazione dei compromessi, dalla tentazione di preferire il successo alla coerenza, la quantità alla qualità. Magari a fin di bene". "Oggi, le nostre istituzioni o opere di carità si trovano davanti ad un bivio: o riescono a tenere viva, in mezzo ai mutamenti, l'ispirazione religiosa ed evangelica originaria, oppure rischiano di perdere il loro sapore, il loro senso, la loro ragion d'essere più vera e profonda". La 'Misericordia', ha poi sottolineato il cardinale, "vuole essere una grande palestra ed esperienza di carità, basata suulla fede e sulla fratellanza cristiana animata dalla formazione e dalla preghiera". Il Sinodo è "uno strumento formidabile per un esame di coscienza collettivo, per far emergere in ogni scelta il reale sentire con la Chiesa". Il cardinale Bassetti ha infine invitato le Misericordie a fare ancora di più per le vittime innocenti della guerra". Il vescovo emerito di Prato, mons. Franco Agostinelli, correttore nazionale delle Misericordie d'Italia, che ha concelebrato tra gli altri la messa, ha ribadito come il Sinodo, debba cogliere le urgenze e le necessità di oggi". 

I valori 

"Da 800 anni, ha sottolineato il presidente nazionale delle Misericordie d'Italia, Domenico Giani a Radio Vaticana-Vatican News, viviamo uno sconfinato servizio alla carità, come promotori e fautori della civiltà dell'amore, testimoni della cultura del servizio alla gente. Le Misericordie iniziano il loro cammino sinodale seguendo l'invito del Papa, di Chiesa in cammino". "Vogliamo farlo con il progetto che si chiama 'RigenerAzione',  partendo dai valori che hanno ispirato il fondatore, dal valore di porre al centro la  persona. Il carisma delle Misericordie è proprio la  persona e in questo particolare momento storico anche post-pandemico, vogliamo proporre un cammino di revisione partendo dalle nostre radici, da dove veniamo, dove siamo oggi, dove vogliamo andare, collocando il Signore al centro della nostra missione, del nostro movimento. E, simbolicamente, abbiamo voluto affidare alla protezione di Gesù Divina Misericordia il cammino sinodale delle Misericordie.

Ascolta l'intervista al presidente Giani

La crisi Ucraina-Russia 

Una delegazione delle Misericordie è appena rientrata in Italia da una missione in Polonia e Ucraina. Siamo stati in Polonia per consolidare un rapporto di fedeltà a questa terra che ha dato i natali a San Giovanni Paolo II, ma soprattutto per continuare un servizio che le Misericordie hanno posto in essere immediatamente con l'inizio della guerra. Le Misericordie, con la loro lunga storia e tradizione, un grande movimento con 800 secoli di storia, 700mila soci, 100mila volontari, circa 800 sedi in Italia, dal primo momento si sono attivate per sostenere la  popolazione colpita da questa gravissima crisi, dalla guerra, e immediatamente sono partite oltre 300 tonnellate di aiuti dall'Italia verso la frontiera che divide la Polonia dall'Ucraina. Nello stesso tempo abbiamo visto che la Polonia sta accogliendo con grande amore e generosità, il popolo ucraino che sta lasciando la propria terra aspettando che questo triste momento finisca. Come Confederazione nazionale, io come presidente accompagnato dal delegato al direttore nazionale per le Emergenze, siamo entrati non senza difficoltà in Ucraina, il giorno precedente c'era stato un bombardamento a 20 chilometri dalla frontiera, con una scelta che non voleva essere niente altro che testimoniare la nostra vicinanza a questa terra, al suo popolo, incontrando l'arcivescovo di Leopoli e il sindaco della città. Oltre ad incontrare le organizzazioni di volontariato e le altre organizzazioni umanitarie che si stanno attivando per la aiutare la gente. 

Il servizio per i rifugiati

Il sindaco, l'arcivescovo e anche le organizzazioni di volontariato ci hanno chiesto di non limitare il nostro intervento solo nell'immediato. Quello che stiamo facendo deve andare avanti, l'accoglienza dei bambini, degli  anziani, i family-link, cioè i ricongiungimenti familiari, anche dopo per creare un modello di accoglienza dei bambini, per esempio, perché tutti sperano e pensano di tornare a casa presto. Il sindaco ha parlato di mesi, ma si parlerà di anni per la ricostruzione. Per questo l'impegno delle Misericordie, ma anche l'impegno di questo grande popolo che è il popolo del volontariato, in Italia abbiamo 9 milioni di  volontari, un patrimonio che non è solo delle Misericordie o di altre organizzazioni cattoliche ma di un intero popolo. Popolo che ha espresso, a sua volta, una grande  generosità. L'Italia ha aperto le case, ha aperto le porte. Per questo noi vogliamo dare continuità, un aiuto, con dei progetti che faremo insieme al sindaco di Leopoli e, ovviamente, alla Chiesa locale.

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18 marzo 2022, 12:17