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Proteste in Sudan Proteste in Sudan  

I vescovi del Sudan: più sicurezza per la popolazione

Nel Paese, in piena crisi politica dopo le dimissioni del premier e in preda alle proteste, il presidente della Conferenza episcopale sudanese esorta a lavorare per la pace

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Clima di tensione in tutto il Sudan dopo le dimissioni del primo ministro Abdalla Hamdok che ha ammesso di aver fallito nella formazione di un governo civile. Una situazione che rischia di far precipitare il Paese nel baratro dopo il golpe militare che aveva destituito il premier e poi reintegrato, dietro pressione della comunità internazionale, ma anche delle proteste popolari che anche oggi sono in programma. Secondo alcune testimonianze, le forze di sicurezza sudanesi sono schierate in tenuta anti-sommossa intorno a Khartum e nelle città limitrofe in vista delle manifestazioni che, nelle scorse settimane, hanno causato la morte di 60 persone. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha nuovamente condannato le violenze contro chi protesta, invitando le forze di sicurezza ad esercitare la massima moderazione. Il numero uno del Palazzo di Vetro ha incoraggiato le parti interessate a continuare a impegnarsi in un dialogo significativo al fine di raggiungere una soluzione inclusiva, pacifica e duratura.

Ogni sudanese viva in sicurezza

Nel messaggio di Natale e Capodanno 2022, riferisce Fides, il presidente della Conferenza episcopale del Sudan e vescovo della diocesi di El Obeid, monsignor Yunan Tombe Trille Kuku, ha ricordato che “la sicurezza di ogni fratello e sorella sudanese è la sicurezza del Sudan".  “A Natale cerchiamo il perdono per iniziare una nuova pagina della nostra vita con chi ci circonda, cerchiamo di amare Dio e gli altri perché chi non ama, non conosce Dio”. L’auspicio del presule è che il nuovo Sudan sia “senza odio tribale o razzismo”, poi l’invito a pregare per tutte le autorità e perché si arrivi ad una soluzione.

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04 gennaio 2022, 11:27