Cerca

Vatican News
Volontari nello Stato nigeriano settentrionale del Borno Volontari nello Stato nigeriano settentrionale del Borno 

Nigeria: liberati i tre seminaristi rapiti nello Stato di Kaduna

La buona notizia è trapelata nelle prime ore della giornata odierna. Il sequestro risale a lunedì scorso a seguito di un attacco di uomini armati, nel quale sono rimasti feriti altri sei studenti. Per Alessandro Monteduro, direttore di Acs, la comunità cristiana è sotto attacco da tempo

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Liberati i tre giovani seminaristi e salvi anche i sei rimasti feriti nell'attacco di lunedì al seminario. In un messaggio inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, che aveva diffuso la notizia del rapimento, nella tarda serata di ieri, padre Emmanuel Uchechukwu Okolo, cancelliere della diocesi di Kafanchan, comunica la notizia: "Con i cuori pieni di gioia, eleviamo le nostre voci in una sinfonia di lodi mentre annunciamo il ritorno dei nostri tre seminaristi, liberati appena 48 ore dopo il loro rapimento" e continua sottolineando di aver già coinvolto tutti i sacerdoti per la celebrazione oggi di Messe di ringraziamento.

I seminaristi rapiti sono tutti studenti di teologia del quarto anno del Seminario Maggiore Cristo Re. Al momento dell'attacco, poco dopo le 19.20 di lunedì, più di 130 seminaristi erano all'interno della struttura, insieme al rettore e allo staff. Sei persone erano rimaste ferite, ma sono salve. I rapimenti da parte di bande armate a scopo di estorsione sono diventati comuni in questa regione nigeriana, con circa 1.500 studenti sequestrati da scuole e università dallo scorso dicembre. Le autorità hanno schierato migliaia di soldati e interrotto le telecomunicazioni in alcune parti della Nigeria nord-occidentale con lo scopo di isolare e stanare i criminali, ma gli attacchi continuano. Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre Italia,  nell'intervista a Radio Vaticana-Vatican News conferma la difficile situazione che la comunità cristiana vive in Nigeria

Ascolta l'intervista ad Alessandro Monteduro

Alessandro Monteduro, la situazione in Nigeria rimane preoccupante?

La comunità religiosa nigeriana è letteralmente sotto attacco. Lo è oramai da anni: raccontiamo mensilmente situazioni di veri e propri attacchi criminali agli esponenti del clero, rapimenti come quello che purtroppo si è verificato ai danni dei tre giovanissimi seminaristi, ma bisogna purtroppo parlare anche di uccisioni e sequestri di sacerdoti.

A quale matrice si possono ricondurre questi episodi?

Ora la matrice non è sempre univoca. Spesso si tratta di criminalità comune con finalità estorsive, in altre occasioni si tratta di vera e propria violenza ispirata dall’odio alla fede. Dunque, dobbiamo parlare dell'azione di gruppi appartenenti a organizzazioni terroristiche come Boko Haram o i fondamentalisti dell’etnia Fulani. E purtroppo tutto questo avviene nonostante i disperati appelli della Conferenza episcopale e, tutto sommato, nel silenzio delle autorità statali, tanto quelle civili, quanto quelle militari.

Una situazione drammatica che spesso colpisce anche i civili?

Sì, assolutamente. E’ chiaro che oggi il nostro grido di dolore, la nostra attenzione è rivolta ai tre ragazzi vittime di questo orribile rapimento, ma dobbiamo segnalare i danni alle scuole, ai collegi. Si tratta di attacchi realmente terroristici, attacchi che avvengono quotidianamente con veri e propri sequestri di massa. Tutto questo avviene nel nord della Nigeria, che, ricordiamolo, non è un piccolo Paese, ma è una nazione con 210 milioni di abitanti, si tratta dello Stato più popoloso dell’Africa. Ripeto, la matrice di questi atti criminosi è estorsiva, quindi si richiede sostanzialmente il pagamento di un riscatto e in alcune occasioni Il tutto si risolve nel volgere di pochi giorni. Però non è accettabile oramai che una grande area dell'Africa sia sottoposta ad un’incontrollata anarchia, senza cioè che nessuno intervenga per cercare di porre un argine a questa violenza senza fine.

(Aggiornamento 14 ottobre 2021, ore 13.05)

13 ottobre 2021, 12:28