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La diocesi di Roma in preghiera per l’Afghanistan

Alle 21 nella parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, si celebrerà la Giornata di digiuno e preghiera per il Paese asiatico. Nel corso della preghiera anche la testimonianza di padre Giovanni Scalese, barnabita, rientrato in Italia dopo la presa di Kabul da parte dei talebani

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Non possiamo restare indifferenti”. Le parole di Papa Francesco all’Angelus, il 29 agosto scorso, scuotono e fanno pensare. A raccoglierle la diocesi di Roma che, nell’odierna memoria di Maria Addolorata, ha organizzato una giornata di digiuno, preghiera e solidarietà per il popolo afghano. L’appuntamento, visibile anche sui canali social, è alle ore 21.00, nella comunità parrocchiale dei Santi Fabiano e Venanzio, la chiesa di don Andrea Santoro, ucciso in Turchia nel 2006.

A presiedere il momento di preghiera l’arcivescovo monsignor Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma. Prevista anche la partecipazione di padre Giovanni Scalese, barnabita, superiore della Missio sui iuris in Afghanistan, rientrato in Italia poche settimane fa, che porterà la sua testimonianza.

L'appello del Papa per l'Afghanistan

Palmieri: un dramma sotto gli occhi di tutti

“È sotto gli occhi di tutti noi – scrive in una lettera alla diocesi di monsignor Gianpiero Palmieri – il dramma del popolo afghano. La loro storia travagliata, l’abbandono a sé stessi, e la mancanza di prospettiva futura ci fa temere per questi fratelli e sorelle”. L’invito del vicegerente della diocesi di Roma è di contribuire all’accoglienza: “Sarebbe un bel segno evangelico – è l’auspicio – se nascesse anche la disponibilità ad accogliere una persona o una famiglia presso la parrocchia, l’istituto religioso o direttamente in famiglia. La loro speranza viene sostenuta se faranno esperienza della nostra solidarietà”.

15 settembre 2021, 08:00