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Le piazze di Francesco, il cardinale Feroci: portiamo i poveri nel cuore

In piazza San Giovanni in Laterano, ai piedi della statua dedicata a San Francesco, si è tenuto l'evento dal titolo “Parole povere: mendicare”. Il rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore: il Signore ci chiede di essere disponibili verso gli altri

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Continuano gli appuntamenti nelle piazze italiane in occasione dei 100 anni della rivista San Francesco. Dopo Assisi, Foligno, Alviano, Ascoli Piceno, Perugia, Ancona e Alessandria il viaggio è proseguito tra le vie di Roma dove, raccontano le Fonti Francescane, il Santo si veste da mendicante e chiede l'elemosina, insieme ai poveri, davanti al Laterano. “Avvenne in quel torno di tempo che Francesco si recasse a Roma in pellegrinaggio. Entrato nella basilica di San Pietro, notò la spilorceria di alcuni offerenti [...]. Uscito, si fermò davanti alle porte della basilica, dove stavano molti poveri a mendicare, scambiò di nascosto i suoi vestiti con quelli di un accattone. E sulla gradinata della chiesa, in mezzo agli altri mendichi, chiedeva l’elemosina in lingua francese”.

Strumenti nelle mani del Signore

All’evento, trasmesso nella giornata del 4 agosto in diretta streaming sul sito sanfrancesco.org e sulla pagina YouTube di San Francesco d’Assisi, hanno partecipato tra gli altri anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e l’attore, Raoul Bova. Dopo l’introduzione del direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, e i saluti della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha preso la parola il cardinale Enrico Feroci. Ai piedi della statua dedicata a San Francesco, il porporato ha ricordato un episodio della vita del Poverello di Assisi:

Ascolta le dichiarazioni del cardinale Feroci

Ad Assisi ha incontrato un lebbroso, gli è andato incontro e lo ha abbracciato. Quello di Francesco non è stato un gesto eroico, quello di un ‘superman’ che voleva dimostrare a tutti di non aver paura della lebbra. In quel momento, Francesco ha invece intuito un pensiero centrale che dovrebbe animare ciascuno di noi. In quella persona malata, lui ha visto non solo il Signore ma ha visto se stesso. Abbracciando quel povero, quel malato, quel lebbroso ha detto che gli apparteneva. Se non ci cresce dentro il nostro cuore che l’altro - e soprattutto chi ha più bisogno - ci appartiene, non riusciremo mai a dare delle risposte giuste. Potremmo anche fare dell’assistenzialismo e della carità ma non è quello che Dio ci chiede. Il Signore ci chiede di essere disponibili verso gli altri così come Lui è stato disponibile verso di noi. Se riusciamo a diventare una realtà presente nel povero, così come il Signore è presente in quel povero, saremmo allora disponibili ad essere veramente strumenti nelle mani del Signore.

Durante l'incontro sono state proposte le storie di alcuni migranti accolti nelle strutture della cooperativa Auxilium e le testimonianze giunte tramite lettera alla redazione del mensile francescano. “La crisi economica, pandemica e del lavoro stanno mettendo a dura la prova la nostra società. Ieri come oggi - ha dichiarato padre Enzo Fortunato in vista di questo evento - è necessaria l'attenzione ai poveri. Ieri come oggi siamo chiamati a diventare protagonisti di un nuovo umanesimo. Ieri come oggi Francesco d’Assisi invita a metterci nei panni degli altri per trovare soluzioni che guardino l'uomo e la sua dignità”.

05 agosto 2021, 08:00