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Papa Francesco a Puerto Maldonado in Perù (2018) Papa Francesco a Puerto Maldonado in Perù (2018)  (Vatican Media)

Amazzonia: ampliato il seminario di Puerto Maldonado

Grazie a Caritas Bergamo e Fondazione Santina, ristrutturato e ampliato il Seminario di Puerto Maldonado, nell’Amazzonia peruviana. Qui Papa Francesco nel gennaio del 2018 avviò il processo sinodale che si è concluso con la pubblicazione di “Querida Amazonia”

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Un impegno mantenuto, una speranza che diventa realtà. Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia che in America Latina, e specie in Perù, sta colpendo duramente la popolazione, è stato recentemente portato a termine l’ampliamento del Seminario della città peruviana di Puerto Maldonado. Undici nuove stanze realizzate grazie all’intervento della Caritas di Bergamo e della Fondazione Santina, presieduta da mons. Luigi Ginami che, proprio in questi giorni - dopo aver concluso il suo servizio in Vaticano - è tornato dal Paese andino al termine del suo 46.mo viaggio internazionale di solidarietà a nome della Fondazione.

Era stato il rettore del Seminario, padre Carlos – ricorda il quotidiano Avvenire – a rivolgersi tre anni fa alla Fondazione Santina per chiedere un aiuto affinché la struttura che accoglie i futuri sacerdoti della diocesi fosse resa più funzionale. L’anno successivo, il vicario apostolico, monsignor David Martínez de Aguirre, l’aveva rilanciata. Ora, nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia, l’ampliamento del Seminario è stato portato a termine. “Questo bel gesto – ha scritto il vescovo Martínez de Aguirre a monsignor Ginami – ci consentirà di regalare alla Chiesa nuove vocazioni dal volto amazzonico”, rispondendo così a un’esortazione levata da Papa Francesco nel Sinodo sull’Amazzonia e ribadito nell’Esortazione post sinodale Querida Amazonia. Sinodo che, nel gennaio del 2018, aveva vissuto il suo “primo atto” proprio durante la visita di Papa Francesco a Puerto Maldonado, vera e proprio “porta dell’Amazzonia”.

“Il Perù – ricorda Lucia Capuzzi sul quotidiano della CEI – vive un momento drammatico: è la nazione con più alto numero di vittime per il virus rispetto alla popolazione. La gran parte dei deceduti sono poveri e poverissimi senza mezzi per acquistare le bombole d’ossigeno, che scarseggiano. Il dolore comune ha creato un forte legame con Bergamo, crocifissa dal Covid. Nella città lombarda, la pandemia ha ucciso 6.700 persone, tra cui quaranta sacerdoti”. Di qui la gratitudine di monsignor Ginami al suo vescovo, Francesco Beschi, per il sostegno offerto a questa opera di bene. I bergamaschi, sottolinea, il presidente della Fondazione Santina “non si sono ripiegati sulla propria sofferenza ma hanno teso la mano, per soccorrere altri luoghi feriti”. rr

19 luglio 2021, 17:32